«How Cold as You Are» (2022), di Rebecca Moccia. Cortesia dell’artista e di Mazzoleni, Londra-Torino. Foto Todd-White Art Photography

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«How Cold as You Are» (2022), di Rebecca Moccia. Cortesia dell’artista e di Mazzoleni, Londra-Torino. Foto Todd-White Art Photography

Alla Fondazione Ica conflitti e solitudini contemporanee

In due mostre, teologia e ironia con Aziz Hazara, termografie e suoni con Rebecca Moccia

La personale «Condemnation» di Aziz Hazara, presentata dalla Fondazione Ica Milano dal 4 maggio fino al 15 luglio, è la prima mostra istituzionale dell’artista afghano (1992) in Italia. Curata da Francesca Recchia, profonda conoscitrice della realtà afghana e dei rapporti tra geopolitica e creatività artistica nei paesi in conflitto, oltre che amica dell’artista, la mostra ripercorre i decenni di conflitti che hanno devastato quel territorio, con l’intento di mettere a nudo l’ipocrisia delle narrazioni diffuse dall’Occidente, ma anche da molti governi locali, per giustificare la presenza della «missione civilizzatrice» occidentale.

Tutti, spiega Recchia, «chiamando in causa lo stesso dio per condannare la tragica perdita di vite umane innocenti», senza che però, nei fatti, cambiasse mai nulla. Sei i lavori, di diversa natura, con cui Hazara sviluppa il suo racconto, fondato su grandi domande e riflessioni teologiche ma anche venato d’ironia, con l’obiettivo di smascherare le ovvietà, false ma rassicuranti, che vengono ammannite al pubblico.

Tutte create tra il 2020 (come «Chalk Drawing») e il 2023 («Condemnation», fatto di ritagli di carta, e l’installazione sonora multicanale «Bushka Bazi»), le opere mostrano di volta in volta la cultura materiale afghana stravolta dalla guerra e dal terrorismo, le tonnellate di rifiuti lasciate dalle truppe internazionali alla loro partenza o le piccole ritualità quotidiane con cui si esorcizza il conflitto.

In contemporanea va in scena il progetto «Ministry of Loneliness» di Rebecca Moccia (1992), a cura di Chiara Nuzzi, frutto della riflessione sul Ministero della Solitudine, istituito nel 2018 nel Regno Unito, poi anche in altri Paesi. L’artista indaga il vissuto della solitudine, così connaturato alla nostra società, attraverso opere come il film «Ministries of Loneliness» prodotto da Careof con Ica Milano, le termografie «How Cold As You Are» e le opere ceramiche suggerite dalla «Loneliness Scale» dell’Università della California. Insieme, una composizione del sound artist Renato Grieco.

«How Cold as You Are» (2022), di Rebecca Moccia. Cortesia dell’artista e di Mazzoleni, Londra-Torino. Foto Todd-White Art Photography

Ada Masoero, 02 maggio 2023 | © Riproduzione riservata

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