«Home Before Dark_GFI #10» di Sofiya Chotyrbok (particolare). © S. Chotyrbok

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«Home Before Dark_GFI #10» di Sofiya Chotyrbok (particolare). © S. Chotyrbok

A Reggio Emilia hanno inquiete visioni

La XVIII edizione del Festival Fotografia Europea sancisce il premio Photo Festival of the Year 2022

Nominato lo scorso ottobre a New York, vincitore del premio Photo Festival of the Year 2022 nell’ambito dei Lucie Awards, il festival Fotografia Europea, promosso e prodotto da Fondazione Palazzo Magnani e Comune di Reggio Emilia, con la Regione Emilia-Romagna, propone dal 28 aprile all’11 giugno la XVIII edizione, diffusa in più sedi della città, diretta da Tim Clark (editor «1000 Words» e curatore Photo London Discovery) e Walter Guadagnini (storico della fotografia e direttore di Camera-Centro Italiano per la Fotografia), cui quest’anno si aggiunge la storica francese della fotografia Luce Lebart (curatrice Collezione Archive of Modern Conflict). Il tema del 2023 è «Europe Matters: visioni di un’identità inquieta», di particolare urgenza in un momento in cui l’Europa è sfiorata da una guerra sanguinosa e, persa nel mondo globalizzato la sua centralità plurisecolare, sente sempre più forti i rischi delle spinte nazionaliste.

Il festival si interroga sull’esistenza (o meno) di un’identità comune e sulla misura in cui «mito e memoria modellano o consolidano il nostro senso di appartenenza collettiva», domandandosi al contempo come la fotografia contemporanea può contribuire a dare risposte a tali sfide. Dieci le mostre nei Chiostri di San Pietro, cuore del circuito: al centro «Una vita da fotografa», rassegna storica dedicata alla «fotografa umanista» Sabine Weiss (1924-2021), accanto il progetto «The Island» di Mónica Miranda sulle culture africane; «Güle Güle» di Jean-Marc Caimi & Valentina Piccinni, sulle comunità emarginate di Istanbul; «Merrie Albion», riflessione sulla Brexit di Simon Roberts, e «You will never walk alone» di The Archive of Public Protests. Ci sono poi «Parallel Eyes», indagine di Alessia Rollo sull’identità dell’Italia meridionale e «Bilateral» di Samuel Gratacap sul tema del confine. «Odesa» è invece l’omaggio di Yelena Yemchuk alla città simbolo ucraina, mentre Geoffroy Mathieu con «L’Or des Ruines» racconta l’esistenza alternativa di chi vive raccogliendo in spazi incolti prodotti spontanei della natura; Cédrine Scheidig in «De la mer à la terre» esplora poi le fragilità dei giovani in Francia e Martinica.

Nei Chiostri di San Domenico la mostra della committenza di Fotografia Europea: Myriam Meloni, artista attiva tra Barcellona e Tangeri, con il progetto «Nelle giornate chiare si vede l’Europa». Insieme, quella dei due vincitori dell’Open call, «Protege Noctem. If Darkness disappeared» di Mattia Balsamini, sull’inquinamento luminoso, e «Grande Padre» di Camilla de Maffei, sull’Albania di oggi. In Palazzo da Mosto sfilano le immagini della guerra a Sarajevo dalla collezione Ars Aevi e i video di Ariane Loze, «Utopia» e «Studies and Definitions», sul tema dell’Europa e l’identità europea.

E poi tutt’intorno una costellazione di mostre: in Palazzo dei Musei, «Un piede nell’Eden. Luigi Ghirri e altri sguardi», dal 28 aprile 2023 al 25 febbraio 2024; www.musei.re.it) e «Giovane Fotografia Italiana #10|Premio Luigi Ghirri 2023», con «Appartenenza», collettiva di sette artisti under 35; alla Biblioteca Panizzi, «Flashback» e «Alberto Franchetti e la fotografia»; allo Spazio Gerra, i 115 ritratti dei più noti musicisti contemporanei di «You Tourned the Tables On Me», di Roberto Masotti (1947-2022); alla Collezione Maramotti «No Home from War: Tales of Survival and Loss», prima mostra in Italia del fotogiornalista inglese Ivor Prickett, e allo Csac di Parma «Rituali d’Europa» del fotoreporter militante Antonio Sansone (1929-2008). Ritorna inoltre il progetto formativo Speciale Diciottoventicinque, guidato da Elena Mazzi; numerosi sono i talk nei quattro giorni inaugurali (dal 28 aprile al 1 maggio) e poi fino all’11 giugno, cui si aggiunge il fortunato appuntamento con la musica di «Fotofonia», curato da Max Casacci, e molto altro, compreso il Circuito Off, che presenta progetti di professionisti e di giovani.

«Home Before Dark_GFI #10» di Sofiya Chotyrbok (particolare). © S. Chotyrbok

«Gold» (2022) di Cédrine Scheidig (particolare). © Cédrine Scheidig

Ada Masoero, 26 aprile 2023 | © Riproduzione riservata

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