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Una veduta di «Diluvium» di JR sulla facciata della Biblioteca Apostolica Vaticana

© JR

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Una veduta di «Diluvium» di JR sulla facciata della Biblioteca Apostolica Vaticana

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Una grande onda di JR «minaccia» il patrimonio librario della Biblioteca Apostolica Vaticana

Dal 25 settembre al 14 maggio 2027, sulla facciata rinascimentale e nelle sale interne dell’istituzione pontificia sono esposti capolavori contemporanei che raccontano l’acqua, l’elemento naturale amico e nemico dei libri, e inaugurano un nuovo ciclo espositivo quinquennale

Letizia Riccio

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Nel giorno del suo 71mo compleanno, Papa Leone XIV, varca la soglia della mostra «Aqua», primo capitolo di «Catastrofe e Meraviglia», alla Biblioteca Apostolica Vaticana dal 25 settembre al 14 maggio 2027. Attraversando il cortile del Palazzo Vaticano, il pontefice stringe per prima la mano dell’artista francese JR; poi prosegue con il saluto agli altri due protagonisti, il tipografo Bill Moran e lo chef Fulvio Pierangelini, e ai sostenitori dell’evento presentato in anteprima (fra i quali Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo e Michele Coppola, direttore per Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo e delle Gallerie d’Italia). 

Il nuovo ciclo espositivo quinquennale è incentrato sulle minacce che da sempre insidiano il patrimonio librario, dall’acqua al fuoco, dalla luce agli insetti fino all’intervento umano. Curatori del primo appuntamento, dedicato all’acqua nella sua doppia accezione di risorsa indispensabile e di agente di distruzione, sono don Giacomo Cardinali, vice prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana e commissario delle Attività Espositive, Simona De Crescenzo, Francesca Giannetto e Delio Proverbio. La mostra sarà visitabile il venerdì e il sabato, secondo un calendario e modalità che verranno comunicate sul sito dedicato.

Giovanni Cesare Pagazzi, vescovo, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, spiega il concept del ciclo di mostre che proseguirà per cinque anni: «È dedicato ai nemici dei libri, che possono divenire amici. In questo periodo si è parlato molto dell’alluvione in Tibet e la mostra inizia con un riferimento a quella di Firenze del 1966 e ai danni che portò alla biblioteca nazionale: ma senza l’acqua non potremmo produrre libri né restaurarli». 

Un’enorme onda, che ricopre quasi del tutto la facciata del palazzo rinascimentale della Biblioteca Apostolica, è l’opera site specific (la prima in Vaticano) «Diluvium», realizzata da JR e ispirata ai disegni di Gustav Doré per la Sacra Bibbia del 1866, la cui edizione italiana (1870) è esposta nella mostra. Attraverso uno delle decine di pannelli dipinti e poi assemblati, si accede al palazzo dove si snoda il percorso, al termine del quale si giunge a un’altra installazione site specific di JR, questa volta audiovisiva: «Undae» (2026). Racconta l’artista, parlando di «Diluvium»: «La Bibbia illustrata da Doré fa parte del patrimonio della Biblioteca; io ne ho visto una riga, un piccolo frammento, e l’ho amplificato su questa parete. Un’onda gigante, larga 70 metri e alta 30, realizzata in questo luogo che ti fa uscire dalla “comfort zone” può apparire più reale di ciò che si creda». 

Sono in mostra anche rari reperti del patrimonio bibliotecario, come spiega il curatore don Giacomo Cardinali: «Con l’occasione, celebriamo i 470 anni dalla pubblicazione, che avvenne per iniziativa e a spese della Biblioteca Vaticana, del bellissimo trattato sui pesci del medico Ippolito Salviani, finito di stampare a Roma nel 1557». Di grande impatto sono le creazioni contemporanee di Bill Moran, terza generazione di tipografi e stampatori statunitensi, che ha realizzato opere in plexiglass come «Plexi-AnglerFish» (2025); o ancora stampe di dimensioni più ridotte, sempre sul tema dei pesci. Racconta Moran: «Ho cercato di unire il passato al presente, affiancando le attrezzature tipografiche tradizionali della mia famiglia e i caratteri in legno d’epoca per creare nuovi “LetterFish” originali».

Racconti gastronomici inediti e un’agenda 2027 collegata al progetto sono al centro del lavoro dello chef Fulvio Pierangelini, che commenta: «Sono particolarmente felice di partecipare, anche perché da bambino ero chierichetto in una chiesa nelle vicinanze del Vaticano. Racconto storie e ricette di pesci scovati in uno splendido testo custodito in questa preziosa biblioteca».

Completa il percorso espositivo una sala con due volumi antichi e altrettanti video che illustrano il sofisticato sistema di restauro applicato dai maestri della Biblioteca Apostolica; veicolo privilegiato, di nuovo l’acqua.

Oltre al supporto di Intesa Sanpaolo, la mostra si avvale della collaborazione triennale stipulata dall’istituzione vaticana con la Fondazione Roma.

Opere di Bill Moran nella mostra «Aqua». Foto Olivia Rainaldi

Letizia Riccio, 14 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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