«Wet fruit» (2024) di Toiletpaper

Cortesia Accademia Nazionale di San Luca e Toiletpaper

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«Wet fruit» (2024) di Toiletpaper

Cortesia Accademia Nazionale di San Luca e Toiletpaper

Tu chiamale, se vuoi, Rifrazioni

Un dialogo tra 15 curatori e 15 artisti occupa anche gli ambienti meno consueti di Palazzo Carpegna, che ospita anche un ciclo di performance

«Rifrazioni. 15 curatori x 15 artisti» è un progetto espositivo dell’Accademia Nazionale di San Luca che si pone in linea con la visione del suo presidente, Marco Tirelli, ovvero quella di connettere una delle più antiche accademie del mondo con l’attualità. Sua è infatti l’ideazione (il coordinamento scientifico e organizzativo sono di Massimo Mininni e Barbara Reggio) di una mostra, aperta dal 9 aprile al 28 giugno, che dissemini opere di oggi negli antichi ambienti di Palazzo Carpegna, tanto nei luoghi di consueta esposizione, quanto negli ambienti adibiti ad attività di studio, ricerca e socializzazione.

I quindici protagonisti di questa rassegna sul contemporaneo sono stati prescelti da altrettanti curatori, in un dialogo tra idee e visualità, che attinge alla tradizionale commistione, nella storia dell’Accademia, di questi due aspetti. È così che Maria Alicata presenta Elena Bellantoni (Vibo Valentia, 1975), Lorenzo Benedetti presenta Catherine Biocca (Roma, 1984), Gaia Bobò ha scelto Chiara Fumai (Roma, 1978-Bari, 2017), Cecilia Canziani ha pensato a Chiara Camoni (Piacenza, 1974), Stefano Chiodi si è concentrato su Lulù Nuti (Levallois-Perret, Francia, 1988), Lara Conte su Paolo Icaro (Torino, 1936), Ilaria Gianni ha optato per Patrizio di Massimo (Jesi, 1983), Davide Ferri ha cercato all’estero Pieter Vermeersch (Kortrijk, Belgio, 1973), Matteo Lucchetti ha pensato all’Africa e ha fatto il nome di Victor Fotso Nyie (Douala, Camerun, 1990), Vittoria Martini si presenta con Ludovica Carbotta (Torino, 1983), Pier Paolo Pancotto illustrerà il lavoro di Claire Fontaine (James Thornhill e Fulvia Carnevale), Cristiana Perrella ha selezionato Jacopo Benassi (La Spezia, 1970), Spazio Taverna presenta Toilet Paper (Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari), Paola Ugolini va in coppia con Silvia Giambrone (Agrigento, 1981) e Saverio Verini torna con una curatela a Roma portando Giovanni Termini (Assoro, 1972).

Parte integrante della rassegna, è un ciclo di performance dal titolo «Archetipi», a cura di Bartolomeo Pietromarchi: «Gli archetipi compaiono nei miti, nelle religioni, ma anche nei sogni, spiega l’ex direttore del Macro e di MaXXI Arte, formano categorie simboliche che strutturano culture e mentalità e orientano il soggetto verso la sua evoluzione interiore. Gli archetipi sono fondamentalmente caratterizzati dal fatto che uniscono un simbolo a un’emozione». La serie di performance si svolgerà nel Salone d’Onore di Palazzo Carpegna.

Si inizia con Nico Vascellari (Vittorio Veneto, 1976) il 23 aprile, si continua con Eva e Franco Mattes il 7 maggio, per passare il 21 maggio all’appuntamento con Monica Bonvicini (Venezia, 1965), con la partecipazione straordinaria di Silvia Calderoni, e chiudere il 27 giugno con Anna Franceschini (Pavia, 1979). A chiarire spirito e valori di questa trama di arte e curatela, una serie di incontri pubblici che vedono confrontarsi le coppie di curatori-artisti.

«Security Blanket» (2022), di Silvia Giambrone. Foto: Filippo Ferrarese

Guglielmo Gigliotti, 08 aprile 2024 | © Riproduzione riservata

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