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Figaro di Bartolomeo
Leggi i suoi articoliAlla soglia dell’anno Mille le Colline Metallifere dell’Alta Maremma non erano una periferia isolata, ma un territorio attraversato da traffici, attività minerarie e interessi politici. L’estrazione dell’argento aveva trasformato Montieri in uno dei principali centri minerari della Toscana medievale, conteso tra poteri ecclesiastici e signorili e inserito in una rete di relazioni tra il Tirreno, l’Europa centro-settentrionale e l’Adriatico. È il contesto ricostruito dalla mostra «Una storia alle soglie dell’anno Mille. Il gioiello e la sepoltura di Montieri», aperta fino al 17 gennaio al Museo di San Pietro all’Orto di Massa Marittima. Il progetto presenta i risultati di oltre quindici anni di ricerche dell’Università di Siena nell’area della Canonica di San Niccolò, sul Poggio di Montieri, dove lo scavo ha riportato alla luce una sepoltura e una fibula d’oro legate alla fondazione di una chiesa, restituendo una vicenda priva di testimonianze scritte.
Tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo Montieri occupava una posizione strategica nell’Alta Maremma. Le ricche mineralizzazioni argentifere delle Colline Metallifere avevano già attirato l’interesse del vescovo di Volterra, destinato nei decenni successivi a esercitare un forte controllo sull’area. Al centro della mostra i due rinvenimenti strettamente collegati: la sepoltura di un uomo morto fra i 49 e i 51 anni e una grande fibula d’oro deposta durante il rito di fondazione della chiesa. Le analisi antropologiche hanno restituito informazioni sull’età, l’alimentazione, le condizioni di salute e gli ultimi anni di vita dell’individuo, delineando un’esistenza priva di agi. Secondo gli archeologi era probabilmente un eremita dei boschi del Poggio di Montieri venerato dalla comunità locale. La chiesa sarebbe stata costruita per inglobarne la sepoltura, incanalando quella devozione spontanea in un culto ufficiale, promosso dal vescovo stesso. Il grande fermaglio in oro, con granato almandino centrale, filigrana, ametiste e perle vitree, appartiene a una tipologia rarissima e insieme alla sepoltura e all’edificio religioso diventa elemento di un’unica vicenda storica, ricostruita attraverso l’archeologia, le analisi antropologiche e le indagini archeometriche. La mostra nasce dalla collaborazione tra i Comuni di Massa Marittima e Montieri, l’Università di Siena, la Soprintendenza e Fondazione CR Firenze, ma rappresenta anche un’anticipazione del futuro Museo di Montieri, previsto nel 2027 a Palazzo Porciatti. Durante l’esposizione visite guidate e trekking accompagneranno il pubblico fino al sito della Canonica.
La preziosa fibula d’oro. Courtesy Museo san Pietro all’Orto