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Viviane Sassen, «Belladonna», 2010

© Viviane Sassen

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Viviane Sassen, «Belladonna», 2010

© Viviane Sassen

PhotoEspaña riflette sulle nuove sfide dell’immagine

Alla 29ma edizione del festival di fotografia trionfano le donne: sono il 65% dei 300 artisti e fotoreporter partecipanti 

Roberta Bosco

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Il fotogiornalismo è uno dei punti forti della 29ma edizione di PhotoEspaña, il festival di fotografia e arti visive, che si tiene a Madrid e dintorni dal 13 maggio al 13 settembre. La kermesse internazionale è organizzata da La Fabrica, un’impresa spagnola fondata nel 1995, dedicata alla creazione e alla gestione di progetti culturali, a cui si sommano istituzioni pubbliche e private, grandi musei, centri d’arte, gallerie e anche spazi indipendenti e alternativi. Quest’anno PhotoEspaña presenta oltre 40 mostre nella Sezione Ufficiale, più una sessantina di progetti di diversa indole ed entità ma tutti dedicati all’immagine: in totale più di 100 proposte. Inoltre in quest’edizione estende il suo raggio d’azione alle città di Alcalá de Henares, Barcellona, ​​Corão Castiellu (Asturie), Gijón, Santander, Siviglia, Valencia e Saragozza. Diretto da María Santoyo, il festival, che è diventato uno degli appuntamenti fotografici più importanti del panorama internazionale, promuove la curiosità e la ribellione come strumenti per mettere in discussione la realtà, l’autorità dell’immagine e le sue modalità di produzione.

Quest’anno riunisce più di 300 artisti visivi, di cui per la prima volta il 65% sono donne e il 35% uomini. È una donna, la pioniera fotoreporter Isabel Azkarate (San Sebastián, 1950), la protagonista di una delle rassegne inaugurali «Azkarate vs Azkarate», curata da Silvia Omedes presso lo Spazio Culturale Serrería Belga, che crea un dialogo tra alcune delle immagini più iconiche scattate dalla fotografa basca negli ultimi 40 anni e istantanee catturate di recente con un dispositivo mobile. Infatti, in quest’occasione, grazie alla collaborazione con Xiaomi Spagna, Azkarate scambia la sua macchina fotografica con un dispositivo di ultima generazione della multinazionale tecnologica cinese, che incorpora i leggendari obiettivi Leica. In questo modo passato e presente si fondono in un dialogo fresco e sorprendente, a dimostrazione che la metodologia e lo sguardo indagatore di Azkarate mantengono sempre una grande attualità.

Robert Frank, «Tram. New Orleans», 1955. © Robert Frank Foundation, from «The Americans»

Con il titolo «Volver a imaginar», il programma di PhotoEspaña promuove la creatività, la sperimentazione e l’esplorazione dei limiti dell’immagine, riunendo grandi nomi della fotografia e talenti emergenti. Diversi stili e punti di vista compongono una proposta che comprende maestri della disciplina come Richard Avedon con «In the American West» alla Fondazione Mapfre e Robert Frank con la mostra «Robert Frank and the americans» che presenta per la prima volta in Spagna integralmente l’emblematica serie fotografica omonima. Li accompagnano autori contemporanei di riferimento come Talia Chetrit, che si muove tra ritratti e nature morte, Laia Abril, che mette in discussione i pregiudizi di genere in medicina e affronta temi come la violenza ostetrica e la salute sessuale e riproduttiva, Greta Alfaro con una ricerca sui rituali e gli spazi pubblici nella vita contemporanea, o Bego Antón con una serie che osserva le relazioni affettive tra le donne e i loro cani attraverso l’umorismo e la performatività.

I Paesi Bassi sono il paese ospite di quest’edizione con diverse proposte tra cui spicca la mostra che dà titolo al festival, «Volver a imaginar», che promuove nel Círculo de Bellas Artes un dialogo tra 13 artisti spagnoli e olandesi che esplorano il mezzo fotografico, la sperimentazione materiale e concettuale e le forme contemporanee di rappresentazione. La curatrice Geaninne Gutiérrez-Guimarães ha riunito artisti che in questo periodo di trasformazione mettono in discussione le forme contemporanee di rappresentazione e aprono dialoghi su identità, territorio e strutture di potere. La fotografa olandese Viviane Sassen (Amsterdam, 1972) è la protagonista di una delle principali mostre del festival, «Lux & Umbra», allestita nella sala d’esposizioni del Teatro Fernán Gómez, Centro Cultural de la Villa. Concepita per il festival, la prima personale dell’artista in Spagna riunisce oltre 30 anni di lavoro in una retrospettiva che offre una reinterpretazione poetica del suo archivio.

Completano il programma le rassegne dedicate al fotolibro, i premi, il concorso di fotografia di viaggio promosso da Chapka, il concorso di arte digitale al Cupra City Garage e la seconda stagione di «¿Qué miras?», la serie di documentari prodotta da PhotoEspaña in collaborazione con Magnum e CaixaForum+, la piattaforma di streaming culturale della Fundación La Caixa.

Con la partecipazione di oltre 30 gallerie e spazi d’arte, l’OFF Festival offre una panoramica unica della creazione fotografica contemporanea attraverso mostre che dimostrano l’importanza delle gallerie come elementi chiave del settore. Oltre a questo programma tradizionale, durante il mese di settembre un Open Circuit permetterà di scoprire gli spazi espositivi alternativi di Madrid. L’iniziativa dimostra che PhotoEspaña guarda alle nuove generazioni come a un territorio simbolico di proiezione, cambiamento e costruzione del futuro e accoglie la sfida di rafforzare il legame con il pubblico giovane per ripensare insieme il significato di un evento dedicato all’immagine nel XXI secolo.

Bego Antón, fotografia dalla serie «Everybody Loves to ChaChaCha», 2015

Roberta Bosco, 12 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

PhotoEspaña riflette sulle nuove sfide dell’immagine | Roberta Bosco

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