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Dal paesaggio urbano alle oasi storiche, 23 opere di 21 artisti internazionali ed emiratini esplorano il senso di appartenenza
- Alessia De Michelis
- 28 ottobre 2026
- 00’minuti di lettura
Elvira Dyangani Ose
Foto Ramiie G. Courtesy of Zeitz MOCAA
Per la seconda edizione della Public Art Abu Dhabi Biennial l’arte pubblica riscrive il significato di casa
Dal paesaggio urbano alle oasi storiche, 23 opere di 21 artisti internazionali ed emiratini esplorano il senso di appartenenza
- Alessia De Michelis
- 28 ottobre 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliChe cosa significa sentirsi a casa? È da questa domanda che prende forma «Home: A Glossary for a Communal Sense of Place», titolo della seconda edizione della Public Art Abu Dhabi Biennial, organizzata dal Department of Culture and Tourism-Abu Dhabi. Diretta da Elvira Dyangani Ose, direttrice artistica dello Zeitz Mocaa di Città del Capo ed ex direttrice del Macba di Barcellona, la manifestazione propone una riflessione sul concetto di casa non come luogo circoscritto o identità immutabile, ma come condizione condivisa, costruita attraverso memorie, linguaggi, rituali e pratiche quotidiane.
In programma dal 15 novembre al 15 febbraio 2027, la Biennale riunisce 21 artisti provenienti da 12 Paesi, con 23 opere, tra cui nuove commissioni monumentali concepite per i luoghi che le ospitano. Il percorso attraversa sei aree di Abu Dhabi e Al Ain: dal porto di Mina Zayed e dal Souq Al Mina al Saadiyat Cultural District, fino a Hidd Al Saadiyat, all’oasi di Al Qattara e alla rotatoria di Al Towayya. Spazi urbani, costieri e storici diventano così parte integrante della narrazione artistica, in un progetto accessibile gratuitamente e immerso nella vita quotidiana delle comunità.
Il formato curatoriale del glossario, scelto da Dyangani Ose, rifiuta definizioni univoche per aprire significati plurali. In una città abitata da comunità con storie, origini e rapporti con il territorio differenti, il senso di appartenenza non coincide infatti con il possesso di un luogo, ma nasce dalla continua negoziazione di esperienze e relazioni. Una prospettiva che richiama le riflessioni della geografa Doreen Massey sul luogo come intreccio dinamico di traiettorie e storie.
Tra gli artisti coinvolti figurano Ibrahim Mahama, Yinka Shonibare, Kapwani Kiwanga, Nari Ward, Akram Zaatari, Laure Prouvost, Iván Argote e Marinella Senatore, accanto agli emiratini Khalid Albanna, Shama Al Hamed e Roudhah Al Mazrouei. Le opere dialogheranno con le specificità sociali, materiali e ambientali dei siti, mentre un programma pubblico di incontri e attività estenderà il confronto oltre lo spazio espositivo.
Più che offrire risposte, la Biennale invita a costruire un vocabolario comune, lasciando aperte le definizioni. Perché casa, in questa prospettiva, non è soltanto un luogo da abitare, ma un significato da creare insieme.