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Platea | Palazzo Galeano presenta Fivefold Tuning, un palinsesto curato da Giovanna Manzotti che unisce installazioni di Liliana Moro a progetti di quattro artisti emergenti
- Nicoletta Biglietti
- 11 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Liliana Moro.
Credits Lorenzo Palmieri
Liliana Moro nella nuova stagione di Platea
Platea | Palazzo Galeano presenta Fivefold Tuning, un palinsesto curato da Giovanna Manzotti che unisce installazioni di Liliana Moro a progetti di quattro artisti emergenti
- Nicoletta Biglietti
- 11 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Nicoletta Biglietti
Leggi i suoi articoliPlatea | Palazzo Galeano inaugura «Fivefold Tuning», il nuovo palinsesto espositivo curato da Giovanna Manzotti che rivoluziona il programma: non più mostre autonome, ma un progetto unitario che si sviluppa per stratificazioni, relazioni e continuità. Apre la stagione Liliana Moro (nella foto) con il progetto «| senza | soluzione di continuità» che, fino al 15 gennaio, trasforma «lo spazio» in ambiente installativo e architettonico capace di riflettere ciò che accade nella piazza antistante, nel passaggio quotidiano e nel fluire del tempo, creando una relazione diretta con chi attraversa la città. Nata a Milano nel 1961 e diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera, Moro ha fondato nel 1989 lo Spazio di Via Lazzaro Palazzi a Milano e ha esposto, tra l’altro, a Documenta IX a Kassel, Aperto XLV Biennale di Venezia, Moderna Museet Stoccolma, MAXXI Roma, MUHKA Anversa e PAC Milano. Il suo lavoro si concentra sull’essenziale. Suono, parole, sculture, oggetti, performance, disegni, collage e video creano un universo diretto e poetico. Una riduzione che però non è minimalismo formale, ma pratica che coinvolge il pubblico, trasformando ogni gesto artistico in esperienza attiva. La dimensione politica delle sue opere risiede nel modo in cui definiscono la relazione con lo spettatore e lo spazio, facendo dell’ascolto prolungato un’esperienza collettiva che rivela la bellezza concreta della vita urbana. La mostra a Lodi unisce linearità e poesia − senza trascurare la componente scultorea e sonora che caratterizza la ricerca di Moro – e stimola il dialogo con altri quattro artisti emergenti – Federica Balconi, Lorena Bucur, Diana Lola Posani e Andrea Di Lorenzo – che entreranno in scena tra primavera e autunno 2026. Il titolo «Fivefold Tuning» richiama un’accordatura a cinque voci. Un processo di armonizzazione che richiede ascolto e sintonizzazione tra linguaggi diversi, con Moro che detta il ritmo entro cui le pratiche degli altri artisti invitati trovano spazio. Come racconta la curatrice, Giovanna Manzotti, «la programmazione di Platea si sviluppa in una serie di incontri tra opere che abitano uno spazio collettivo: con l’intervento di Moro, la vetrina diventa piazza, rispecchiando ciò che accade all’esterno e attivando un dialogo costante con gli artisti e con la città e con chi la vive». Così Platea conferma la propria identità come luogo di ricerca curatoriale capace di concepire la programmazione non come eventi isolati, ma come racconto continuo che evolve nel tempo.