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I primi furono i marchesi Clerici, potente famiglia milanese di origine comasca, che ben conoscevano quelle sponde e che alla fine del Seicento scelsero il sito più felice, per vista e microclima, per costruire la loro grandiosa villa sul Lago di Como. Poi, nel 1801, andati i Clerici in rovina, la gran villa fu acquistata dal potente uomo politico Giovan Battista Sommariva, amico personale di Napoleone e collezionista di gran gusto e di altrettante finanze. Lui ne fece un museo, colmandola di capolavori neoclassici di Antonio Canova, Bertel Thorvaldsen e del romantico Francesco Hayez. Poco dopo la sua morte, però, quella villa-museo ormai entrata nelle rotte dei viaggiatori internazionali passò ancora di mano: ad acquistarla, nel 1843, fu la principessa Marianna di Orange-Nassau, che nel 1850 ne fece dono alla figlia Carlotta di Prussia per le sue nozze con il duca Giorgio II di Sassonia Meiningen. Carlotta, che avrebbe lasciato il suo nome alla villa, morì a 24 anni soltanto e fu il consorte a promuovere per oltre 60 anni interventi decorativi aggiornati e impianti all’avanguardia (dalla corrente elettrica all’ascensore) all’interno e ad ampliare e arricchire il parco, dove oltre ai rododendri, alle rose, alle camelie, agli agrumi per cui è famoso, fece giungere numerose specie esotiche, facendo di Villa Carlotta un unicum per la posizione impagabile, per le superbe opere d’arte che tuttora conserva e per il giardino e il parco che ogni primavera, fino all’autunno inoltrato, con le loro collezioni botaniche che esplodono in fioriture spettacolari, regalano emozioni irripetibili.
Nel secondo centenario della nascita di Giorgio II (1826-1914), la stagione 2026 di Villa Carlotta (uno dei musei riconosciuti di Regione Lombardia, membro della «Rete dell’800» e di «Grandi Giardini Italiani»), retta dall’omonimo Ente presieduto da Giuseppe Elias e diretta da Maria Angela Previtera, è dunque dedicata a lui, uomo dai mille interessi culturali, dalla botanica alla musica, al teatro, ma anche accorto amministratore, tanto che aprì la Villa con visite a pagamento e che nel 1907 fece stampare delle cartoline da mettere in vendita: quelle che ora, dal 2 aprile (data di nascita del duca) al 2 novembre, sono l’oggetto della prima, piccola e gustosa mostra della stagione. Intitolata «Saluti da Villa Carlotta. Souvenir di carta, memorie di viaggio» e realizzata dai tirocinanti del Corso di Alta Formazione Curatore museale e di mostre della Sapienza Università di Roma insieme ai musei della Rete dell’800 Lombardo e all’Ente Villa Carlotta, la mostra riunisce in una saletta della Villa una scelta delle 400 cartoline trovate negli archivi (che continuarono a essere stampate con successo fino agli anni ’90 del Novecento): «Documenti preziosi, che ci consentono di vedere il giardino con gli occhi di chi lo creò e che al tempo stesso ne documentano le trasformazioni nel tempo», spiega a «Il Giornale dell’Arte» Maria Angela Previtera. Per questo anniversario, continua la direttrice, «sono anche stati restaurati l’atrio della Galleria, un grande loggiato aperto sul lago, con i dipinti murali realizzati da Ernst, figlio di Giorgio e della seconda moglie Fedora, e riallestite le stanze del duca, in attesa di poter esporre le sue collezioni di porcellane e di argenti, che sono ben più ricche di quelle conservate a Meiningen».
Le celebrazioni per colui a cui si deve il volto attuale della Villa e del giardino culmineranno nella mostra «Dinastie d’Europa sul lago di Como. La principessa d’Olanda e i duchi di Sassonia-Meiningen a Villa Carlotta» (dal 19 settembre all’8 dicembre), che rievocherà la stagione in cui, tra metà Ottocento e primo Novecento, prima con Marianne di Orange-Nassau, poi con la figlia Carlotta, e infine con Giorgio II, Villa Carlotta divenne un luogo in cui si davano appuntamento regnanti e aristocratici di tutt’Europa e artisti e musicisti come Franz Listz e Johannes Brahms, che qui compose alcuni brani musicali e di cui, nel 1883, si eseguì in Villa Carlotta la «Terza Sinfonia»: a quell’evento, il 10 luglio, verrà dedicato il «Wandelkonzert» promosso dall’Associazione Ars Aeterna. Da non perdere, l’opportunità di percorrere il parco lungo i sentieri del primo Ottocento, restaurati di recente con i fondi Pnrr, seguendo l’itinerario «Sui passi della principessa Carlotta», dove si trova anche l’intervento contemporaneo dell’artista Maria Dompè. E chi vorrà lasciare il suo nome in questo giardino delle meraviglie, potrà farlo con l’iniziativa «Adotta una pianta», con cui si potrà provvedere al benessere di piante di ogni tipo, da quelle fiorite al platano amato e citato da Stendhal.
Ma questi non sono che alcuni dei moltissimi appuntamenti per adulti e per piccoli che, con la guida di Lotti, la nuova mascotte «Spirito del Giardino», si susseguiranno fino all’8 dicembre. Per tutti rinviamo al sito villacarlotta.it.
Una delle sale di Villa Carlotta a Tremezzina (Co). Foto: Ricky Monti
Una veduta del giardino di Villa Carlotta, Tremezzina (Co). Foto: Ricky Monti
Adamo Tadolini, «Amore e Psiche», 1818-24, Tremezzina (Co), Villa Carlotta