«In vista di Taraudant» di Paolo Patelli

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«In vista di Taraudant» di Paolo Patelli

La pittura secondo Patelli, Coltro e Galtarossa

Nella Galleria Studio la Città tre artisti dicono la loro sul medium per eccellenza tra i linguaggi artistici

«Che cos’è la pittura? […] Se decidete di rispondere con le parole, scoprirete che le risposte sono molte e che ciascuna implica ulteriori domande di natura filosofica e storica». Così esordisce nella prefazione al suo saggio, dal titolo Che cos’è la pittura? Julian Bell, pittore lui stesso e autore. La domanda nasceva dalla convinzione diffusa negli anni ’90 «che la pittura avesse ormai fatto il suo tempo». Una risposta a questa domanda la vogliono offrire ioggi le mostre in corso fino al 16 ottobre allo Studio la Città. In primis, «Il coraggio della pittura», titolo mutuato dalle parole di Gian Piero Vincenzo nel 1989 per raccontare le opere di Paolo Patelli (nato in Istria nel 1934, vive a Treviso), di cui sono esposte alcuni lavori datati dal 1988 al 1991 e caratterizzati da una materia opulenta e colorata.

«Dipingo il concetto di pittura, dice Patelli, dipingo l’atto del dipingere, dipingo da trent’anni (e un po’ di più) lo stesso quadro, dipingo come scrivo, dipingo come Lester Young suonava il sax (meno bene), dipingo per distruggere lo spazio della pittura, dipingo per crearne uno mio, dipingo perché sono allegro, dipingo perché sono triste, dipingo per non morire (come tutti), dipingo perché amo la vita. Non so cosa la gente farà della mia pittura, né di quella di tutti gli altri». Al suo percorso se ne affiancano altri due «Una tela viva. L’invenzione del quadro mediale» di Davide Maria Coltro e «Arazzi» di Anna Galtarossa. Il primo realizza i suoi caratteristici quadri facendo largo uso della tecnologia e mantenendo sempre viva la riflessione sulla rivoluzione digitale. «Combino i principi della pittura tradizionale ai supporti digitali, spiega Coltro, cercando di superare le rigide categorie dell’opera statica o della videoarte, creando opere che possono essere continuamente aggiornate e modificate». Da parte sua Anna Galtarossa è presente con la sua ultima produzione di arazzi che, lungi dal rientrare in rigide catalogazioni tipologiche, appaiono come espressioni ibride, tra scultura e pittura.

«Serie Dirac 1» (2023) di Davide Maria Coltro. Foto © Archivio dell’artista

«Mostro (nero)» (2023) di Anna Galtarossa. Foto: Matteo Danesin

Camilla Bertoni, 19 giugno 2024 | © Riproduzione riservata

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La pittura secondo Patelli, Coltro e Galtarossa | Camilla Bertoni

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