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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoliUn «esperto di emozioni», veicolate attraverso l’arte di un tessuto, di un profumo, dalla melodia di un organo. Si definisce così Filippo Sorcinelli, il sinesteta di Mondolfo, piccolo borgo delle Marche, che ha trasferito nelle sue creazioni respiri, ricordi, geografie della sua terra. Radici che hanno assorbito l’incenso delle sacrestie che Filippo frequentava da bambino, tra pieghe di paramenti sacri e calici oro, ma anche l’arte del ricamo praticata nella sartoria della zia. Ma soprattutto ricordi d’infanzia, evocati dalle sue fragranze. Come «Pioggia moderata» (perché i profumi di Filippo hanno anche un titolo che racconta e attiva a sua volta un ricordo in chi li ascolta) che riporta all’odore di legna e terra bagnata. O «La voglia d’amare» che trasferisce in uno spruzzo il caldo di una giornata estiva che cede alla freschezza della notte, profumata di creme doposole fuse al catrame di una strada.
In attesa della Milano Design Week, dal 20 al 26 aprile, in occasione della quale Sorcinelli svela un progetto che fonde design, profumeria, arte visiva e riflessione filosofica sulla materia, il «couturier del sacro» come lo ha definito «Vogue», è a Borgo Vittorio, nel cuore di Roma, per il grande reopening dello store monomarca Container_zerozero, dedicato al suo brand di profumeria artistica.
Questo nuovo spazio d’arte di circa 80 metri quadrati, che, oltre ai profumi, accoglie anche alcune opere realizzate da Filippo, va ad allargare la sede che accoglieva lo store LAVS (acronimo di Laboratorio Atelier Vesti Sacre, ma anche Lode, in latino) il celebre atelier di vesti sacre fondato da Sorcinelli nel 2001 e che ha vestito i papi Benedetto XVI, Francesco I e Leone XIV. Nel 2026 questo spazio ha cambiato forma, pur mantenendo quell’estetica dimessa, dove il bianco, il nero e l’acciaio vestono un’architettura simil brutalista e post-minimalista che lascia spazio alle collezioni, senza interferire con i sensi. Le superfici recano volutamente i segni del tempo: abrasioni, imperfezioni, tracce di vita precedente diventano elementi attivi del progetto, secondo una sensibilità affine al wabi-sabi giapponese. Linee rette, insomma, decise, come i tatuaggi sul corpo di Filippo, come i muri di mattoni rossi delle case di Mondolfo o il profilo dei suoi campanili robusti.
L’avvicinamento al mondo dei profumi avviene quando Sorcinelli, spinto dal desiderio di regalare ai propri clienti un’esperienza sensoriale completa, decide di profumare le confezioni che custodiscono i paramenti sacri in fase di spedizione. Da qui, la nascita, nel 2013, del marchio FILIPPO SORCINELLI con la prima collezione olfattiva «UNUM».
La necessità di dare al profumo un corpo all’altezza della profondità del ricordo caratterizza anche la «Scented Home Collection», un insieme di diciannove fragranze per l’ambiente che, nel corso degli anni, hanno trasformato l’abitare in esperienza interiore, e che sarà presentata a Milano, in una veste rinnovata, in occasione della Design Week. La linea si rinnova attraverso un packaging radicale, nato da diciannove odori radicati nell’infanzia marchigiana di Filippo, per estendersi a un percorso che abbraccia esperienze vissute, momenti di scoperta, incontri che nel tempo hanno arricchito il suo universo creativo.
Se la fragranza «Idillio verde» traduce in profumo l’omonimo dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo, conservato alla Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, ulteriore omaggio di Filippo all’arte della propria regione, «Aspetta! La crema è ancora calda!» ha il profumo delle domeniche a casa con la zia. «RELIQVIA» è la trasposizione per la casa di una delle sue fragranze più note, che descrive la chiesa della Croce di Senigallia, mentre «BASILICA DI ASSISI» si ispira a un profumo già esistente, che ricrea l’immagini della Basilica di San Francesco. L’omaggio di Filippo alle città di Roma e Milano è invece racchiuso nelle fragranze «TU ES PETRUS», che ricrea i ricordi di abbracci, saluti fraterni e formalità nella Basilica di San Pietro, e in «AMBROSIVS», una rievocazione delle note di incenso della Basilica di S. Ambrogio. L’essenza è contenuta in un’ampolla di vetro trasparente, una sorta di clessidra olfattiva che introduce lo sguardo in una temporalità intima.
Un rivestimento plastico, modellato attraverso il calore, si contorce in superfici irregolari, cavità, pieghe e tensioni che evocano la piega di un paramento, ma anche una piccola architettura contemporanea. Come nell’architettura dello store romano, anche qui il materiale plastico, prende ispirazione dal Brutalismo e da un principio che diventa metafora: la materia che avvolge il vetro conserva il profumo proprio come l’esperienza umana custodisce la memoria.
Per il lancio della nuova collezione, Sorcinelli concepisce anche un’installazione al chiosco dei fiori di via Moscova, di fronte alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli, che diventa uno spazio di attraversamento sensoriale. Anche qui il richiamo al Brutalismo si percepisce nella ruvidità calibrata delle superfici in dialogo con la delicatezza del vetro e la leggerezza dell’aroma.
In questo giardino temporaneo, in occasione della Milano Design Week sarà anche presentato il numero zero di «respect my magazine», pubblicazione nata dal claim che accompagna da tempo l’universo di Filippo Sorcinelli: «respect my madness». Il progetto si concentra su una serie di fotografie distorte, volutamente alterate, attraversate da interferenze visive, imperfezioni, che richiamano ancora una volta le abrasioni, i segni del tempo nello store di Borgo Vittorio. L’immagine perde la sua mera funzione illustrativa per acquistare una profondità più inquieta e autentica.
In questo atlante visivo nel quale il profumo trova una traduzione indiretta e sempre evocativa, l’immagine disturbante apre uno spazio di interrogazione. «Sarà un ritorno all’esperienza tattile, spiega Filippo, perché questi racconti sentono il bisogno di essere fissati anche sulla carta. Questo numero racconterà il principio di come vivo il processo creativo. Ci saranno testi in dialogo con le immagini, anche deformate e disturbanti, ma sempre con un filo conduttore che riguarda la bellezza. Il magazine, che avrà due uscite in un anno, si avvarrà di diversi contributi».
La prima copertina mostrerà il volto dell’artista disturbato dalle mani e l’intero progetto muoverà da una convinzione precisa: vivere, percepire, osservare, ricordare appartengono a un’unica regione dell’esperienza. «Le emozioni sono il grande messaggio da veicolare. Attraverso le emozioni gli altri diventano dei grandi pennelli a colori a dipingere, tutti insieme, il mio tessuto e il mio vissuto».
Filippo Sorcinelli, «Unico Suono»