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Guglielmo Gigliotti
Leggi i suoi articoliKentridge, Ai Weiwei, Mauri, Matta Clark, Pazienza, Battiato, molta architettura e l’arte italiana degli ultimi ottant’anni, ma anche quella ispirata, oggi, dal Futurismo o da San Francesco: la programmazione del MaXXI nella sede madre di Roma e nella filiale dell’Aquila presenta affondi su grandi artisti e su grandi temi. Cuore della nuova proposta annuale del museo presieduto da Maria Emanuela Bruni e diretto da Francesco Stocchi, la mostra «Tragicomica. L’arte italiana dal secondo Novecento ad oggi», aperta dal 2 aprile e curata da Stocchi e Andrea Bellini. Spiega il direttore del MaXXI: «Abbiamo individuato nell’abbinamento ossimorico del tragico col comico una delle caratteristiche primarie dell’arte contemporanea italiana, capace di unire, dall’alto, opere e artisti molto diversi, da Cattelan a Pascali, da Boetti a De Dominicis. Non abbiamo scelto gli artisti, ma le opere. Alla fine, abbiamo riunito 140 artisti, abili nel lavorare anche con i materiali dell’ironia e dell’autoironia». Tra gli artisti, anche Mirella Bentivoglio, Lucio Fontana, Chiara Fumai, Valerio Nicolai, Paola Pivi, Elena Bellantoni e Silvia Giambrone.
La grande mostra sarà preceduta dal ritorno al MaXXI di William Kentridge, dal 31 gennaio al museo romano con una serie di lavori riuniti sotto il titolo «Breathe dissolve return». La cura è di Oscar Pizzo e Franco Laera.
Giorgio Calcara e Grazia Cristina Battiato cureranno, nello Spazio Extra MaXXI, «Un’altra vita», un omaggio al cantautore a cinque anni dalla sua scomparsa. Nella sede centrale del MaXXI saranno invece protagonisti fumetti e pittura di Andrea Pazienza (1956-88), con la mostra, vistabile dal 23 aprile, «Non sempre si muore», a cura di Giulia Ferracci e Oscar Glioti. Nell’anno in corso si celebra anche l’ottavo centenario della morte di San Francesco. Opere d’arte contemporanea ispirate al santo saranno oggetto di una mostra curata da Beatrice Buscaroli presso lo Spazio Extra MaXXI, dal 22 maggio. Opere e installazioni nate specificamente per gli ambienti del MaXXI a Roma delle tre finaliste del MaXXI Bvlgari Prize, Chiara Bersani, Adji Dieye e Margherita Moscardini, permetteranno a una giuria internazionale di decretare la vincitrice, premiata con l’acquisizione del suo lavoro nella collezione permanente del museo. A ottobre inaugurerà anche una mostra dedicata alle riletture radicali di ambienti e città operate da Gordon Matta-Clark. Nello Spazio Extra MaXXI, «Sensing the Future», a cura di Gabriele Simongini, offrirà una riflessione sull’eredità dei temi futuristi nell’arte contemporanea. Opere storiche del movimento marinettiano saranno affiancate, per questo, a opere di artisti dei nostri giorni. «11 plus Rooms», a cura di Hans Ulrich Obrist, Klaus Biesenbach e Francesco Stocchi sarà una mostra di sculture viventi realizzate da 11 artisti di fama internazionale: un evento calendarizzato a novembre.
La sede del MaXXI all’Aquila, capitale italiana della cultura 2026, ospiterà dal 28 aprile «Aftershock», mostra antologica di Ai WeiWei, che riunirà, per la cura di Tim Marlow, cinquant’anni di visioni dell’artista nato a Pechino nel 1957. Museo e Comune della città abruzzese sosterranno parallelamente l’operazione architettata da Marinella Senatore, «Sond-The School of Narrative Dance»: un percorso di ricerca sul territorio condotto nei primi mesi dell’anno, che culmina in una grande performance fra fine maggio e l’inizio di giugno, trasformando la città in un palcoscenico diffuso.
Sempre finanziata dal Comune dell’Aquila è la mostra a cura di Maurizio Cattelan e Marta Papini che rende omaggio a Fabio Mauri, nel centenario della nascita. Una sorta di conferimento di cittadinanza onoraria: l’arco cronologico presentato corrisponderà agli anni di docenza dell’artista romano presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, nel corso di Estetica della Sperimentazione.
E ora l’architettura, la seconda gamba, oltre all’arte, del Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Sotto la direzione di Lorenza Baroncelli, il MaXXI propone una fitta programmazione, che prende avvio il 29 maggio con la grande mostra «Architetture dall’Italia», a cura di Pippo Ciorra ed Elena Tinacci. Concepita come omaggio all’80mo anniversario della Repubblica Italiana, essa riunirà i protagonisti dell’architettura nazionale a cavallo del millennio. Contemporaneamente inaugurerà «Milan-Unit», opera-archivio che riunisce in un’unica grande installazione l’intera produzione fotografica e documentaria realizzata da Ramak Fazel tra il 1994 e il 2009, anni in cui si è immerso nella scena del design e dell’architettura italiana. Seguirà a dicembre la mostra «La geopolitica dell’architettura. Gli avamposti del progetto», una mostra con cui Pippo Ciorra e Dario Fabbri intendono esplorare il rapporto tra instabilità geopolitica globale e progetto architettonico, attraverso mappe, installazioni e interventi in scala 1:1 che raccontano come gli architetti rispondono ai nuovi scenari di crisi e trasformazione e come l’attuale momento storico influenzerà l’architettura del futuro.
In concomitanza inaugurerà il focus «Il Villaggio Olimpico di Roma. Il mondo in 30.000 mq», a cura di Micaela Antonucci e Carla Zhara Buda, che racconta attraverso i materiali d’archivio il Villaggio Olimpico di Roma come esperimento temporaneo proprio di «coabitazione geopolitica» tra atleti di tutto il mondo, in occasione delle Olimpiadi a Roma del 1960. E ancora, la nona edizione di «Nature», programma di installazioni pensate per la Galleria Gian Ferrari del MaXXI, a cura di architetti di fama internazionale, che quest’anno vede coinvolta Tatiana Bilbao, massima rappresentante di una generazione di talenti contemporanei dell’architettura messicana. In contesto architettonico-museale, è importante anche render conto degli sviluppi del progetto di rigenerazione urbana Grande MaXXI, svolto con la direzione scientifica di Margherita Guccione: nel corso del 2026 esso prenderà definitivamente corpo con l’avvio di diversi cantieri, tra cui MaXXI Hub, il nuovo edificio multifunzionale e sostenibile progettato dal gruppo internazionale guidato dallo studio LAN. Inoltre, già dalla primavera, piazza Alighiero Boetti, antistante la mole museale progettata da Zaha Hadid, sarà più verde, con alberi, piante e fiori al posto del cemento, grazie al progetto di Bas Smets, architetto paesaggista tra i più importanti al mondo.
Mirella Bentivoglio, «Diva-no», 1973. Phoo: Riccardo Ragazzi_Courtesy Archivio M. Bentivoglio e Gramma. Epsilon Gallery, Athens, per la mostra «Tragicomica»
Tullio Crali, «Le forze della curva», 1930, per la mostra «Sensing the future»