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Una veduta del Duomo di Pietrasanta

© Carolina Sandretto Photography

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Una veduta del Duomo di Pietrasanta

© Carolina Sandretto Photography

Il collezionismo come motore di promozione e scoperta di un territorio: a Pietrasanta l’arte aiuta l’arte

Un itinerario tra atelier e laboratori, attorno all’Albergo Pietrasanta dei collezionisti Rosa e Gilberto Sandretto, che compie 30 anni

Micaela Zucconi

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Marmi, artisti, atelier e un hotel non convenzionale il cui biglietto da visita è l’arte contemporanea. L’Albergo Pietrasanta, che compie quest’anno 30 anni, è nato dalla visione dei collezionisti Rosa e Gilberto Sandretto, che durante un soggiorno in Versilia rimasero affascinati dall’aristocratico Palazzo Bersanti Bonetti, allora in vendita. Un colpo di fulmine in una città dalla vocazione artistica, con l’idea immediata di farne un hotel dove esporre pezzi scelti della loro collezione privata e condividerli con gli ospiti.

C’è spazio anche per la mostra «Arte in Vacanza» (fino all’8 settembre): «La prima di una serie che si ripeterà tutti gli anni, sempre dedicata alla fotografia, con la collaborazione di una galleria di volta in volta diversa, in questo caso Viasaterna di Milano», come spiega la figlia dei collezionisti, Carolina Sandretto, fotografa lei stessa. Presenti 20 opere in cui la natura è protagonista come campo di indagine e connessione. Tra gli altri, compaiono lavori di Takashi Homma, Stefano Caimi e Guido Guidi. Fatta eccezione per alcune opere ormai stanziali, come un’installazione di Remo Salvadori o, nella sala creata appositamente, i tre grandi quadri in bianco e oro di Gino De Dominicis dedicati al Cosmo (esposti alla Biennale di Venezia del 1993), le altre ruotano e si innestano con naturalezza negli ambienti, che potrebbero essere quelli di una casa più che di un albergo: trovano la loro collocazione nella lobby, lungo le scale e nelle camere, nella veranda affacciata sul piccolo giardino segreto interno nell’annesso, che un tempo ospitava le scuderie. Qualche nome: Nicola De Maria, Giuseppe Penone, Pietro Consagra, Carla Accardi, Mario Schifano... La collezione, oggi di oltre 600 opere, ha cominciato a prendere forma negli anni Ottanta, inizialmente con la guida del critico d’arte, gallerista ed editore torinese Luciano Pistoi, con un focus particolare per artisti italiani degli anni Cinquanta e Sessanta e un successivo allargamento a quelli della scena internazionale (Rosa è stata nel board del MoMA PS1, spazio artistico alternativo in una storica scuola pubblica di Long Island City, affiliato al Museum of Modern Art di New York dal 2000).

Rosa e Carolina Sandretto

Agli ospiti dell’albergo vengono proposte visite «ad arte» in luoghi speciali nei dintorni di Pietrasanta. Come l’atelier del celebre scultore sudcoreano Park Eun Sun, disegnato in un’ex vetreria dall’architetto Mario Botta, che firma per l’artista anche il Museo Infinito di prossima apertura in Corea del Sud, nella contea di Sinan. Eun Sun vive oramai da 30 anni a Pietrasanta con la moglie Lee Kyung Hee, lei stessa talentuosa artista che lavora con tessuti e pittura, spesso intorno al tema di fiori, in un percorso di memoria e interpretazione della natura. Visite sono previste anche nella Fonderia Artistica Mariani, dove seguire le complesse fasi di lavorazione del bronzo con l’antica tecnica della cera persa. Immancabile la visita all’atelier di Igor Mitoraj (lo scultore franco-polacco affascinato dai miti greci, scomparso nel 2014), diretto ora da Luca Pizzi, collaboratore del maestro dal 2000 e che ora ne cura l’eredità artistica. Negli ambienti affollati di matrici, modelli, sculture e rari dipinti, Pizzi è il Virgilio che conosce ogni dettaglio delle opere e distilla ricordi ed episodi della vita dell’artista. Completa il percorso la mostra «Mitoraj. Present» (fino al 10 gennaio 2027), con opere dal 1975 al 2013, al Museo Mitoraj. È stato aperto il 6 giugno scorso nell’ex mercato coperto della città, progettato dall’architetto Tito Salvatori nel 1968 e ora riqualificato dallo Studio OBR-Open Building Research di Milano.

Le sculture in marmo e in bronzo, apparentemente prive di peso, del colombiano Gustavo Vélez popolano invece la centrale Piazza Duomo, e il complesso di S. Agostino («Le dimensioni dell’equilibrio», visibile fino al 20 settembre). Nel loggiato del chiostro adiacente, il Museo dei Bozzetti, è ricco di circa 1.300 bozzetti di sculture di artisti internazionali che hanno realizzato le loro opere nei numerosi laboratori di Pietrasanta. Uno dei più famosi, un vero pezzo di storia, è lo Studio d’Arte «Giorgio Angeli», nato su incoraggiamento di Isamu Noguchi nel 1972, che qui ha realizzato molte sculture, fino alla sua morte nel 1988. Da allora, una schiera artisti famosi è passata di qua. Tra questi Costantino Nivola e Kan Yasuda, il cui atelier è circa a 15 minuti di distanza. Non è difficile incontrare lo scultore giapponese da Angeli: nei lunghi anni di collaborazione il legame di lavoro si è trasformato in una profonda amicizia. Dieci sculture dell’artista sono in mostra, nell’ambito della Biennale d’Arte di Venezia, presso la Fondazione d’Entreprise Wilmotte, immerse in un’atmosfera contemplativa («Kan Yasuda. Isole del Silenzio», fino al 22 novembre).

Il «pezzo forte» da visitare è la collezione Sandretto (sebbene una parte resti nella casa milanese dei collezionisti) allestita, con l’aiuto del curatore Alessandro Rabottini, nel Magazzino Pietrasanta, un ex capannone industriale degli anni Settanta-Ottanta, opportunamente ristrutturato, e nel Magazzino 108. Accompagnati da Rosa Sandretto, cominciamo da quest’ultimo, con l’installazione composta dai 16 grandi autoritratti in rosso intenso, solarizzati, dell'artista tedesca Katharina Sieverding, della scuola di Düsseldorf, allieva di Joseph Beuys. «Sono parte della serieStauffenberg-Block”, iniziata nel 1969, spiega la collezionista. Una riflessione dell’artista su sé stessa e sulla memoria della Germania, con riferimento all’attentato fallito del Colonnello Claus von Stauffenberg contro Hitler. L’abbiamo messa in dialogo con l’opera “Que Future” del duo artistico francese Anne e Patrick Poirier, rientrata dopo un lungo prestito al Museo di Lugano: una distopica città in guerra del futuro. Mi ha sempre colpito la preveggenza degli artisti». Al Magazzino Pietrasanta si prosegue con toni meno apocalittici e con artisti internazionali, tra cui molti italiani e americani. Si susseguono Robert Longo, Nan Goldin, Cheng Zhen (con l’installazione «Cocon du vide», 2000, presentata alla Biennale di Venezia curata da Harald Szeemann), Tomás Saraceno, Tony Cragg (la scultura murale «Commercial Moon» del 1984: 95 frammenti di plastica trovati e selezionali per colore e forma a comporre la sagoma di una luna crescente), Gilbert & George (altri si trovano nella casa di Milano), Bernard Frize, John Baldessarri. Tra gli italiani, Salvo (Salvatore Mangione), Luigi Ontani, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Alighiero Boetti, Gilberto Zorio, Carla Accardi... Artisti verso i quali Rosa ha un affetto particolare. I primi amori non si scordano mai.

Una veduta della Sala De Dominicis

Micaela Zucconi, 20 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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