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Alfredo Catarsini, anni '30.

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Alfredo Catarsini, anni '30.

Il Novecento di Catarsini illumina il territorio dell’arte accesibile

A Roma, 26 opere ripercorrono la ricerca di Alfredo Catarsini, dal Riflessismo al Simbolismo meccanico, mentre un progetto di QR code, audioguide e strumenti tattili amplia l’accesso alla mostra anche alle persone con disabilità visiva

Dalle forme scomposte del Riflessismo agli ingranaggi del Simbolismo Meccanico, Alfredo Catarsini ha attraversato il Novecento interrogandosi sulle trasformazioni dell’uomo e sul suo rapporto con il progresso. La sua ricerca torna al centro della mostra «Il Novecento di Catarsini. Dalla macchia alla macchina», che dal 20 al 30 ottobre approda al Complesso di Vicolo Valdina della Camera dei Deputati, a Roma, con 26 opere tra dipinti e disegni. Il progetto affianca alla ricostruzione del percorso artistico del pittore toscano un articolato programma di accessibilità, con descrizioni audio e strumenti tattili pensati per consentire anche alle persone con disabilità visiva di avvicinarsi alle opere.

Promossa e realizzata dalla Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS e curata dallo storico dell’arte Rodolfo Bona, la mostra ha debuttato al Vittoriale di Gardone Riviera, dove è rimasta aperta dal marzo al settembre 2024. Dal giugno 2025 ha ripreso il proprio percorso in Toscana, toccando il Palazzo Strozzi Sacrati di Firenze, sede della Giunta regionale toscana, il Museo Villa Paolina di Viareggio, che ospita all’ultimo piano l’Atelier dove Catarsini lavorava, il Fortilizio della Cittadella di Pisa, il Mo.C.A. - Montecatini Contemporary Art di Montecatini Terme, il Palazzo Guinigi di Lucca e le Scuderie del Palazzo Mediceo di Seravezza. In ogni sede il numero delle opere è variato in relazione agli spazi, mantenendo il carattere di antologica.

Questa dimensione antologica permette di seguire le diverse fasi della ricerca di Catarsini, nato a Viareggio il 17 gennaio 1899 e morto nella stessa città il 28 marzo 1993. Inizia a disegnare da bambino e nel 1919 si diploma al Regio Istituto di Belle Arti di Lucca. Frequenta Lorenzo Viani, che lo considera una promessa dell’arte viareggina, e F. T. Marinetti, che lo invita a esporre alle mostre del gruppo futurista. Alle prime esposizioni della seconda metà degli anni Venti segue una ricerca che, partendo da un robusto realismo toscano, assorbe le sollecitazioni del clima culturale versiliese e si confronta con suggestioni futuriste, metafisiche e con il successivo «richiamo all’ordine». Dalle prime forme di paesaggio di derivazione macchiaiola e postimpressionista la pittura evolve verso composizioni più volumetriche e plastiche, mantenendo un’impronta tendenzialmente espressionista.

Negli anni Trenta Catarsini intensifica l’attività espositiva, partecipando nel 1939 al Premio Bergamo e al Premio Cremona, dove ottiene il secondo premio. Nel decennio successivo prende parte alle maggiori esposizioni italiane e internazionali, tra cui la XXIII Biennale di Venezia del 1942 e la IV Quadriennale romana del 1943. Nel 1944, sfollato a San Martino in Freddana, vicino a Lucca, affresca l’abside della chiesa del piccolo borgo con «L’Immacolata fra i Santi Martino e Paolino», un’iconografia nella quale l’evento sacro è immerso in un paesaggio segnato dalle barbarie della guerra. È nello stesso periodo che sviluppa il Riflessismo, una breve stagione sperimentale in cui oggetti e paesaggi ordinari assumono valenze ambigue attraverso la frammentazione e la sovrapposizione di piani e prospettive. Nel dopoguerra, continuando la propria ricerca e confrontandosi con il clima del Fronte Nuovo delle Arti, approda al Simbolismo Meccanico, elaborato nei primi anni Cinquanta e sviluppato fino agli anni Ottanta. Il nuovo linguaggio accosta immagini meccaniche a inquietanti presenze umane e mette al centro il rapporto fra la macchina e il suo costruttore, interrogandosi sul rischio che l’uomo perda il controllo della propria creatura. La ricerca ottiene un particolare riscontro a Parigi, dove nel 1971 l’artista riceve la Medaglia d’oro al Salon Babylone. Una selezione delle opere del Simbolismo Meccanico sarà poi esposta nel 1982 al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, in una mostra dedicata a questa fase. Accanto al Simbolismo Meccanico, Catarsini continua a lavorare sul paesaggio e sulla figura e negli anni Ottanta torna a concentrarsi sull’ambiente in cui vive, dalla darsena alle marine e alle bagnanti. Nel 1951 aveva iniziato a insegnare all’Istituto d’Arte Stagio Stagi di Pietrasanta, affiancando alla pittura una parallela attività di scrittore, giornalista e critico. Nel 1969 pubblica «Giorni Neri», romanzo ambientato durante la lotta partigiana in Lucchesia, poi riedito nel 2021 da La nave di Teseo. Continua a dipingere, disegnare, scrivere ed esporre fino alla morte; per la sua attività pittorica è stato coniato il termine «catarsismo».

Le 26 opere riunite a Roma restituiscono alcuni nuclei significativi di questo percorso. Tra queste figura una cospicua serie di autoritratti, insieme a «Barche nel porto di Viareggio» (1939) e «Il molo di Viareggio» (1942). È presente anche «Il grano della bonifica lucchese» (1940), grande tela a olio di 233 × 300 centimetri con cui Catarsini partecipò al Premio Cremona del 1940. L’immagine scelta per la copertina del catalogo è invece «Simbolismo meccanico» (1965), esito della riflessione dell’artista sul rapporto tra uomo e macchina. Nel corso della sua attività Catarsini partecipò a quasi 300 mostre personali e collettive in Italia e a 11 all’estero, prendendo parte a tre Biennali di Venezia, nel 1942, 1948 e 1950, a cinque Quadriennali di Roma, nel 1943, 1948, 1951, 1955 e 1959, e alle tre edizioni del Premio Cremona del 1939, 1940 e 1941, ottenendo il secondo premio nel 1939.

Alla pittura si affianca anche la scrittura: i romanzi «Giorni neri» e «Dall’incudine al martello» sono stati pubblicati da La nave di Teseo nel 2021 e nel 2026, rispettivamente con la presentazione di Giordano Bruno Guerri e la prefazione di Vittorio Sgarbi. È all’interno di questa articolata attività che si colloca il progetto di accessibilità che accompagna la tappa romana.

Alfredo Catarsini, «Il grano della bonifica lucchese», 1940.

«L’Arte accessibile per tutti», sviluppato dalla Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS, ha l’obiettivo di integrare l’esperienza artistica e culturale nel «Progetto di vita» delle persone con disabilità. Alla base del progetto c’è l’idea che l’accesso all’arte e al patrimonio culturale costituisca una dimensione della crescita e un diritto di ciascuno, e che siano i contesti e gli strumenti a dover essere coprogettati con le persone con disabilità per ridurre le barriere sensoriali, cognitive e culturali. Questo impegno ha ricevuto un riconoscimento nel 2026, quando l’Associazione Diritti Diretti APS, nell’ambito della nona edizione del Premio Internazionale «Turismi Accessibili», patrocinato dal Parlamento Europeo, ha assegnato alla Fondazione Catarsini una targa con «Menzione speciale per l’impegno per l’Accessibilità».

In mostra, questo principio prende forma innanzitutto nell’informazione e nell’orientamento preliminare: inviti e manifesti sono corredati da QR code che indirizzano a contenuti dedicati alla mostra, all’edificio ospitante, alle sale e alle opere. Accanto a ciascun lavoro sono inoltre presenti due QR code attraverso i quali è possibile raggiungere una descrizione adattata dell’opera e un’audioguida in italiano e in inglese. Gli strumenti, pensati in particolare per le persone con disabilità visiva, comprendono anche approfondimenti critici e storici.

Il percorso prosegue con il Laboratorio Esperienziale e la stazione tiflodidattica, il cui elemento centrale è l’altorilievo scultoreo tattile realizzato dagli esperti del Museo Statale Tattile «Omero» di Ancona. Il rilievo riproduce l’affresco «L’Immacolata fra i Santi Martino e Paolino», realizzato da Catarsini nel 1944 nel catino absidale della chiesa di San Martino in Freddana, un’antica chiesa della Lucchesia. L’altorilievo è accompagnato da una descrizione adattata dell’affresco e del rilievo e da una guida dedicata all’esplorazione tattile.

Il Laboratorio Esperienziale costituisce il centro di una metodologia che prepara all’esperienza acustica e sensoriale attraverso una «riattivazione sensoriale su base motoria». L’obiettivo è sollecitare diversi sensi affinché il vissuto emotivo e l’interiorizzazione dell’opera possano svilupparsi anche quando un canale sensoriale è compromesso o inibito. Questa impostazione si inserisce in un’attività della Fondazione che dal 2022 si sviluppa anche attraverso il Cammino «I luoghi di Catarsini», ideato e realizzato con il Touring Club.

Il Cammino collega Lucca ai Comuni della Versilia attraverso 12 tappe, organizzate in tre itinerari di diversa lunghezza, e costituisce una mostra diffusa e permanente con 50 opere di Catarsini collocate in edifici storici. I luoghi sono accompagnati da totem con descrizioni audioregistrate e da Laboratori Esperienziali. A questo progetto si affianca il Premio Catarsini, rivolto alle scuole secondarie di secondo grado della Regione Toscana e dedicato alla realizzazione di opere tattili. A partire dalla XXV edizione del 2027, agli studenti sarà proposta la realizzazione di riproduzioni tattili di capolavori conservati nei musei, con la successiva donazione degli elaborati alle istituzioni.

La tappa di Roma porta così in una sede istituzionale due dimensioni dell’attività della Fondazione: la valorizzazione della ricerca di Catarsini e il lavoro sull’accessibilità. La mostra è promossa dalla Camera dei Deputati e dalla Fondazione Alfredo Catarsini 1899, con il contributo e il patrocinio della Regione Toscana, ed è accompagnata da un pieghevole e da un catalogo stampato a cura della Regione Toscana. Il volume, interamente accessibile, comprende il catalogo delle opere, la bibliografia aggiornata e il resoconto delle attività svolte dalla Fondazione, nata nel 2020 per volontà di Elena Martinelli e di suo marito Gianvittorio Serralunga in memoria di Mity Catarsini, figlia dell’artista e madre di Elena.


Orario di apertura della mostra: dal lunedì al venerdì 11.00-19.30
Info: www.fondazionecatarsini.com

Alfredo Catarsini, «Simbolismo meccanico»,1965.

Alfredo Catarsini, «Il molo di Viareggio», 1942.

Redazione, 16 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Il Novecento di Catarsini illumina il territorio dell’arte accesibile | Redazione

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