«Afro Goddess Looking Forward» (2015) di Mickalene Thomas

Cortesia dell’artista e the Broad, Los Angeles © 2024 Mickalene Thomas

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«Afro Goddess Looking Forward» (2015) di Mickalene Thomas

Cortesia dell’artista e the Broad, Los Angeles © 2024 Mickalene Thomas

I vibranti collage di Mickalene Thomas

«All About Love», prima personale itinerante incentrata sul lavoro dell’artista afro-americana, rivendica la rappresentazione della femminilità nera in un elogio alla cura, i rituali e la gioia associati a essa

Nella pratica dell’artista Mickalene Thomas (Camden, New Jersey, 1971), la donna occupa un ruolo centrale: per molti versi, è come se la sua arte rivolgesse attorno a essa, catturando in collage bidimensionali la natura mutevole della femminilità in senso lato. Lo si nota dalle numerose prospettive visuali incastonate alla perfezione nelle sue composizioni pittoriche: combinando strass, acrilico, smalto e frammenti fotografici, le immagini pop di Thomas ritraggono la quotidianità dell’essere donna in maniera audace, sensibile e delicata. Ispirati all’innovazione figurativa promossa da movimenti artistici come il Cubismo, il Dadaismo e l’Harlem Renaissance, e dalle fantasiose atmosfere del pittore Chris Ofili, i lavori dell’artista afro-americana sottraggono la donna nera allo scorrere del tempo per celebrarla nella sua autenticità ed emancipazione dallo sguardo occidentale.

Questo il messaggio dietro «All About Love», prima mostra itinerante dedicata alla sperimentazione visiva di Thomas, la quale approderà al The Broad di Los Angeles il 25 maggio (fino al 29 settembre) per poi spostarsi alla Barnes Foundation di Filadelfia (20 ottobre-12 gennaio 2025) e alla Hayward Gallery di Londra (11 febbraio-5 maggio 2025) nei mesi a venire.

Intitolata come l’omonima raccolta letteraria dell’acclamata autrice statunitense bell hooks, tra le maggiori influenze femministe di Thomas assieme alle scrittrici e accademiche Kimberlé Crenshaw e Patricia Collins, questa personale la vede modellare vignette di vita che reinterpretano i rituali giornalieri e gli stati d’animo interiori delle sue muse per eccellenza. Nel giustapporre ritagli visivi a primo impatto slegati tra loro, «Thomas articola una visione complessa dell’ego, espandendo e sovvertendo le definizioni di bellezza, sessualità, celebrità e politica», raccontano le istituzioni coinvolte . Nel riappropriarsi degli stereotipi di genere associati all’esperienza femminile, tra cui il concetto di vanità e le implicazioni del mostrarsi fiere di sé e del proprio corpo, «la mostra evidenzia come Thomas abbia rivoluzionato la ritrattistica contemporanea, introducendo nuovi modi di vedere la forma femminile e analizzando le complessità dell’identità nera».

Traendo spunto da «All About Love» e dalla sua definizione d’amore come un sentimento che prevede tanta cura, rispetto e comprensione verso sé stessi quanto verso gli altri, Thomas restituisce un’immagine della donna che emana gioia, coraggio e tranquillità.

Gilda Bruno, 23 maggio 2024 | © Riproduzione riservata

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