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Andrea Appiani, «Ritratto di Francesca Ghirardi Lechi» (particolare), 1803. Milano, Fondazione Trivulzio

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Andrea Appiani, «Ritratto di Francesca Ghirardi Lechi» (particolare), 1803. Milano, Fondazione Trivulzio

Hayez, Boldini, Casorati: a Novara la moda racconta un secolo di trasformazioni

La mostra, ospitata dal Castello Visconteo Sforzesco della città piemontese, mette in relazione dipinti, abiti, accessori e oggetti d’uso, offrendo una lettura originale della società attraverso il linguaggio dell’arte e della moda

Gaspare Melchiorri

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Dal 31 ottobre al 4 aprile il Castello Visconteo Sforzesco di Novara ospita «Hayez, Boldini, Casorati. Moda e costume nella società moderna», una mostra curata da Elisabetta Chiodini, che propone un viaggio nell’evoluzione della moda e del costume tra i primi anni dell’Ottocento e gli anni Venti del Novecento. Organizzata da Mets Percorsi d’Arte insieme al Comune di Novara e alla Fondazione Castello di Novara, l’esposizione mette in relazione dipinti, abiti, accessori e oggetti d’uso, offrendo una lettura originale della società attraverso il linguaggio dell’arte e della moda.

Il percorso si sviluppa in otto sezioni cronologiche e riunisce alcuni capolavori della pittura italiana provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, accostati a particolari capi d’abbigliamento e accessori conservati nelle Collezioni Civiche di Palazzo Morando-Costume Moda Immagine di Milano e in raccolte private. Il dialogo tra opere pittoriche e manufatti tessili permette di osservare come l'abito sia stato, nel corso di oltre un secolo, non soltanto un elemento estetico, ma uno specchio dei mutamenti culturali, sociali ed economici.

La mostra si apre con gli anni del Neoclassicismo, quando nell’Ottocento la moda femminile si ispira ai modelli dell'antichità greco-romana. I ritratti di Andrea Appiani testimoniano il gusto per gli abiti in lino e mussolina a vita alta, dalle linee essenziali, completati da raffinati accessori. Con il procedere del secolo, la silhouette si modifica: le gonne acquistano volume, il punto vita torna nella posizione naturale e compaiono le caratteristiche maniche à gigot, simbolo della stagione romantica. Parallelamente si consolida anche il guardaroba maschile, sempre più vicino al moderno completo formato da giacca, pantaloni, panciotto e camicia.

Gli anni Quaranta e Cinquanta sono dominati dall’espansione delle gonne grazie alle crinoline e, successivamente, alle strutture in cerchi metallici che consentono volumi spettacolari, espressione di ricchezza e prestigio sociale. I ritratti di Francesco Hayez documentano questa stagione della moda, in cui eleganza e rappresentazione dello status procedono di pari passo.

Nel decennio successivo interviene la rivoluzione introdotta da Charles Frederick Worth, considerato il primo grande couturier della storia. Riducendo il volume frontale della crinolina e trasferendolo sul retro, Worth ridefinisce la figura femminile e apre la strada alla tournure, destinata a caratterizzare gli anni Settanta. Drappeggi, passamanerie, merletti e raffinati giochi di tessuti sostituiscono progressivamente le grandi ampiezze delle gonne, mentre le giacche aderenti contribuiscono a una silhouette più slanciata.

Gli anni Ottanta vedono il ritorno di una tournure accentuata, accompagnata da abiti sempre più ricchi e sofisticati. Emblematico è il confronto tra il celebre pastello «Foglie d’autunno» di Giuseppe De Nittis e un abito in velluto della sartoria milanese Marianna Cantelli, appartenuto a Costanza Adamoli Gibbs, che restituisce concretamente la moda dell’epoca. Negli anni Novanta, invece, l’attenzione si sposta sulle maniche, che diventano sempre più ampie fino a rappresentare il principale elemento decorativo dell'abito, mentre le gonne si semplificano e assumono una forma a campana.

Una sezione autonoma affronta un tema insolito quanto significativo: il fumo al femminile. Attraverso dipinti realizzati tra la metà dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento, il gesto della donna che fuma emerge come simbolo di emancipazione, libertà e cambiamento dei costumi. Donne che leggono, conversano o trascorrono il tempo libero con una sigaretta accesa raccontano una società in trasformazione e un diverso ruolo femminile.

L’ultima parte dell’esposizione accompagna il visitatore nei primi decenni del Novecento, quando la moda abbandona progressivamente corsetti e silhouette «a S» per adottare linee più semplici, diritte e funzionali. L’affermazione di una nuova idea di eleganza, più pratica e moderna, riflette i profondi cambiamenti della società contemporanea e il nuovo protagonismo delle donne nella vita pubblica.

Tra gli artisti presenti figurano Andrea Appiani, Giuseppe Canella, Francesco Hayez, Silvestro Lega, Federico Faruffini, Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Vittorio Matteo Corcos, Felice Casorati, Anselmo Bucci e altri protagonisti della pittura italiana dell’Ottocento e del primo Novecento.

Ad accompagnare la mostra è un catalogo edito da Mets Percorsi d’Arte, con saggi di Elisabetta Chiodini, Francina Chiara, Andrea Bruciati e Camilla Testi, oltre a schede scientifiche e al regesto completo delle opere esposte. L'esposizione è realizzata con il sostegno di istituzioni pubbliche e partner privati, confermando il ruolo del Castello di Novara come uno dei principali poli espositivi del panorama culturale italiano.

Gaspare Melchiorri, 05 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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