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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoliHauser & Wirth Hong Kong ripercorre l’evoluzione della ricerca spazialista di Lucio Fontana ospitando l’ultimo capitolo della trilogia di mostre inaugurata a Los Angeles nel 2020 con gli «Ambienti spaziali» e proseguita a New York nel 2022-2023 con un progetto dedicato alla scultura.
Dal 17 settembre al 19 dicembre il progetto «Lucio Fontana: Spatialism. Pioneering the Contemporary», a cura di Luca Massimo Barbero, in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana, propone una selezione di opere seminali ed emblematiche. Negli spazi della galleria di Queen’s Road Central, il percorso prende avvio dal 1949, anno in cui Fontana concepisce la rivoluzionaria serie dei «Buchi», un ciclo di lavori caratterizzati da costellazioni di buchi effettuati sulla superficie della tela. L’origine di questi segni, considerati vere e proprie aperture verso uno spazio ulteriore e non solo elementi puramente grafici sulla tela, è prettamente spaziale.
Questa serie inaugura una radicale riflessione sulla tela come luogo di infinite possibilità, per giungere all’apparizione dei «Tagli». Di questi saranno esposte le prime sperimentazioni (squarci e tagli realizzati su carta telata o su tele dipinte ad aniline) fino alle «Attese monocromatiche» dei tardi anni Sessanta, punto di riferimento per gli artisti d’avanguardia.
Il percorso proseguirà con la serie dei «Quanta», realizzata tra 1959 e 1960, anticipatrice delle shaped canvas, e con alcuni «Concetti spaziali» testimoni della sperimentazione fontaniana con materia e luce, attraverso l’uso dell’olio e di colori metallici. A dialogare con queste opere, nel solco di una ricerca spaziale e materica, sarà anche un nucleo di «Nature», realizzate tra 1959 e 1960. Insieme, i lavori presentati saranno testimoni della straordinaria ricchezza del periodo spazialista, confermando Fontana come un autentico precursore della contemporaneità.
In occasione dell’appuntamento espositivo, Hauser & Wirth Publishers pubblicherà la prima monografia dedicata a Lucio Fontana redatta in cinese semplificato. Attraverso i testi di Luca Massimo Barbero e di Maria Villa, vice-presidente della Fondazione, il volume ricostruisce la carriera dell’artista, dalla formazione e dalle prime esperienze negli anni Venti fino agli anni Sessanta. Il libro include anche una antologia di scritti di Fontana, tra manifesti, interviste e articoli compresi tra il 1939 e il 1967, tradotti per la prima volta. La pubblicazione, che fa seguito a quelle relative alle due mostre precedenti, offrirà al pubblico cinese l’opportunità di scoprire l’intera portata del lavoro dell’artista.
Come spiega Silvia Ardemagni, presidente della Fondazione Lucio Fontana, «arrivare a un pubblico di lettori e studiosi sempre più vasto è tra gli obiettivi primari che la Fondazione Lucio Fontana si è posta in questi ultimi anni anche tramite una maggiore attenzione alla produzione e traduzione di contenuti in diverse lingue. Perché è attraverso gli occhi delle nuove generazioni e di nuovi sguardi che si possono aprire orizzonti di ricerca sempre più ampi travalicando il limite che i diversi linguaggi impongono».
La mostra di Hong Kong, realizzata in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana, si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione condotto negli ultimi anni e sviluppato attraverso un’agenda ampia che include mostre, pubblicazioni, progetti di approfondimento e ricerca.