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In occasione delle Paralimpiadi Milano Cortina 2026, «intervenire su un gesto quotidiano come la risalita significa convertirlo in esperienza di pensiero», osserva il curatore Sabino Maria Frassà
- Alessia De Michelis
- 03 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
«Funivia senza limiti» di Fulvio Morella
Courtesy dell’artista e Cramum
Fulvio Morella trasforma la funivia del Legazuoi in una «cortina di stelle»
In occasione delle Paralimpiadi Milano Cortina 2026, «intervenire su un gesto quotidiano come la risalita significa convertirlo in esperienza di pensiero», osserva il curatore Sabino Maria Frassà
- Alessia De Michelis
- 03 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliIn quota, la cabina del Lagazuoi diventa soglia simbolica tra limite e possibilità. Con il suo Braille Stellato, Fulvio Morella trasforma la funivia in una «Funivia senza limiti», intervento ambientale che culmina nella mostra «Cortina di Stelle», visitabile fino al 5 aprile. Il progetto rientra in «I limiti non esistono», promosso da Cramum in vista delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, e intreccia arte, sport e istituzioni in un’unica traiettoria inclusiva.
Curata da Sabino Maria Frassà, la mostra ospita anche la presentazione dell’omonimo volume d’artista (7 marzo, ore 12.30, ingresso libero), sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo. L’evento prevede un confronto su «Arte e sport quali strumenti di inclusione» con, tra gli altri, Maurizio Molinari, Rosanna Filippin, Elena Donazzan e Gianni Cardelli.
Nel dialogo con la storia di San Marino (presente con le torce olimpiche del 1960 e 2006) Morella sviluppa una riflessione sulla libertà come sintesi di poter fare, coerenza e ingegno creativo. Tra rimandi a Giosuè Carducci e Eschilo, fino alla figura di Prometeo, il fuoco diventa metafora di conoscenza e responsabilità: energia che nel Braille Stellato si traduce in una «scrittura di stelle» capace di incidere il paesaggio senza sovrastarlo.
«Intervenire su un gesto quotidiano come la risalita significa convertirlo in esperienza di pensiero», osserva Frassà: l’alta quota si fa linguaggio universale, accessibile, in sintonia con lo spirito paralimpico. Anche per il Parlamento europeo il progetto dimostra come cultura e sport possano rendere concreta l’inclusione. La montagna, ricorda Filippin, «si sale insieme»; e Donazzan sottolinea che l’accessibilità è una scelta politica. Così la funivia non è solo infrastruttura, ma spazio pubblico riscritto: un passaggio che invita a non lasciare nessuno a valle.