«Fiori e mangos» (2010), di Piero Gilardi (particolare)

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«Fiori e mangos» (2010), di Piero Gilardi (particolare)

Fare arte col riuso

Nelle sale dello storico Palazzo Baldeschi di Perugia una mostra sul rapporto tra uomo, arte e natura, attraverso le teorie di Thomas More

«Natura/Utopia: l’arte tra ecologia, riuso e futuro» è il titolo della mostra curata da Marco Tonelli, allestita dal 22 aprile al 3 novembre nelle sale dello storico Palazzo Baldeschi, con un percorso e un allestimento focalizzati sul tema del rapporto tra uomo, arte e natura (catalogo Fabrizio Fabbri Editore). Il progetto culturale ed espositivo, sostenuto da Fondazione Perugia, prende ispirazione dalla leggendaria repubblica di Utopia immaginata nel XVI secolo dall’umanista inglese Thomas More nel suo omonimo racconto. 

Come in Utopia la visione del mondo proposta dall’arte e dagli artisti non è reale, ma il linguaggio delle forme, il pensiero estetico, la creatività artistica possono indicare scenari concettuali possibili in grado di incidere sulle scelte attuali e future: l’arte, «non come soluzione o risarcimento, ma pratica autonoma immaginifica, separata ma non indifferente dal reale», afferma  Marco Tonelli, può favorire la riflessione su questioni legate all’ecologia, al rapporto tra uomo e natura, alla sostenibilità, al riuso dei materiali, alla riprogettazione dello spazio di vita degli esseri umani in rapporto all’ambiente naturale. 

A questo scopo il curatore ha selezionato 13 artisti protagonisti della scena culturale italiana e internazionale che lavorano, anche dal secolo scorso, su questi temi e sono accomunati da una lettura ecosofica ed ecoestetica del mondo. Gli artisti presenti sono Gianfranco Baruchello, Ugo La Pietra, Giuseppe Penone, Piero Gilardi, che con i suoi tappeti natura ha trasformato in quadri delle sezioni di natura stessa, e Davide Benati, che attraverso la pittura sublima le iconografie della natura; Nicola Toffolini, Paolo Canevari, Luca Cecchini, Giuliana Cuneaz e Peter Campus; molto attuale il lavoro dell’artista finlandese Kaarina Kaikkonen che, utilizzando esclusivamente abiti di riuso e di recupero, in prevalenza camicie maschili, lavora sul concetto delle tracce di memoria e dei vissuti delle persone cui sono appartenuti. Il continente africano è presente in mostra con le opere di Pascale Marthine Tayou e Gonçalo Mabunda, tragico testimone, attraverso le sue maschere realizzate con materiali bellici di riuso, della sanguinosa guerra civile che devastò il suo Paese. 

I visitatori possono infine assistere alla proiezione del celebre film «Il pianeta azzurro» del regista Franco Piavoli, premiato al Festival Internazionale del Cinema di Venezia nel 1982, nella versione integrale e in una sintetica di cinque minuti. 

Marta Paraventi, 19 aprile 2024 | © Riproduzione riservata

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Fare arte col riuso | Marta Paraventi

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