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James Abbott McNeill Whistler, «Arrangement in Grey and Black: Portrait of the Painter’s Mother», 1871, Parigi, Musée d’Orsay

© Musée d’Orsay / RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt

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James Abbott McNeill Whistler, «Arrangement in Grey and Black: Portrait of the Painter’s Mother», 1871, Parigi, Musée d’Orsay

© Musée d’Orsay / RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt

Due mostre raccontano il rapporto tra James McNeill Whistler e l’Olanda, fonte inesauribile di ispirazione

Il Van Gogh Museum di Amsterdam e The Mesdag Collection dell’Aia raccontano il rapporto tra il pittore americano e i Paesi Bassi, che visitò almeno undici volte tra il 1863 e il 1902

Alessia De Michelis

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James McNeill Whistler (1834-1903) torna protagonista nei Paesi Bassi con un progetto espositivo diffuso che ne ripercorre la vicenda artistica e umana attraverso due mostre complementari, entrambe visitabili dal 16 ottobre al 10 gennaio 2027. Il Van Gogh Museum di Amsterdam presenta «Whistler. Dandy and Disruptor», grande retrospettiva che riunisce circa 100 opere, mentre The Mesdag Collection dell’Aia approfondisce il rapporto privilegiato dell’artista con i Paesi Bassi in «Whistler. Loving the Netherlands».

Il dialogo con l’Olanda rappresenta uno dei nuclei centrali del progetto. Tra il 1863 e il 1902 Whistler visitò il Paese almeno undici volte, trovandovi una fonte inesauribile di ispirazione. Ammiratore di Rembrandt e della tradizione incisoria olandese, apprezzava la qualità della carta locale, capace di conferire alle sue acqueforti una particolare luminosità. Celebre è l'Amsterdam Set del 1889, realizzato direttamente da un'imbarcazione lungo i canali della città: una serie in cui Amsterdam si dissolve in un raffinato equilibrio di luce, ombra e materia, rinunciando persino ai suoi iconici frontoni. Lo stesso Whistler la considerava la sua prova migliore.

L’esposizione dell’Aia documenta anche i legami con artisti come Hendrik Willem Mesdag, Willem Witsen e George Hendrik Breitner, testimoniando l’influenza esercitata dal pittore americano sulla scena artistica olandese.

La retrospettiva di Amsterdam ripercorre invece l’intera carriera di uno dei protagonisti più innovativi dell’Ottocento, presentando capolavori come «Arrangement in Grey and Black: Portrait of the Painter’s Mother», i celebri «Nocturnes» sul Tamigi, le tele della serie «White Girls» e i monumentali ritratti della società londinese.

Nato negli Stati Uniti, ma attivo per quasi cinquant’anni tra Parigi e Londra, Whistler frequentò personalità come Gustave Courbet, Édouard Manet, Dante Gabriel Rossetti e Oscar Wilde. Convinto sostenitore dell’autonomia dell’arte, difese con determinazione il principio dell’«arte per l’arte», arrivando persino a intentare una storica causa per diffamazione contro il critico John Ruskin, che aveva liquidato un suo dipinto come «un secchio di vernice scagliato in faccia al pubblico». Una vicenda che contribuì a ridefinire il rapporto tra critica e libertà artistica.

L’influenza di Whistler raggiunse anche Vincent van Gogh, che nelle sue lettere lo citò tra gli artisti più ammirati, riconoscendone la comune attenzione per l'estetica giapponese e la capacità di superare i confini della pittura tradizionale.

Alessia De Michelis, 15 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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