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Jean Hey, «Trittico di Moulins»

Crediti: Jean Hey, Triptyque de Moulins-APRES restauration © C2RMF, Thomas Clot

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Jean Hey, «Trittico di Moulins»

Crediti: Jean Hey, Triptyque de Moulins-APRES restauration © C2RMF, Thomas Clot

Dopo il Louvre prosegue il viaggio del Trittico di Moulins verso casa. Prossima tappa: Monastère royal de Brou

Capolavoro della pittura francese del Cinquecento, l’opera maggiore di Jean Hey è, in occasione del recente restauro, al centro di una mostra che ne ricostruisce la storia e permette di accostarla alle altre opere del pittore fiammingo conservate nelle collezioni francesi

Luana De Micco

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Dopo il lungo soggiorno parigino al Louvre, che ne ha segnato la rinascita, il Trittico di Moulins (anche noto come il «Trittico della Vergine Gloriosa») arriva al Monastère royal de Brou, a Bourg-en-Bresse (dal 12 settembre al 3 gennaio 2027), seconda tappa di un percorso destinato a riportare l’opera al suo luogo d’origine: dal febbraio 2027 il Trittico sarà esposto al Musée Anne de Beaujeu di Moulins, prima di rientrare nel 2028 nella cattedrale Notre-Dame-de-l’Annonciation, dove è conservato dal 1879, in uno spazio completamente riallestito (che sarà gestito dal Centre des Monuments nationaux). 

Il Trittico, capolavoro della pittura francese del Cinquecento, opera maggiore di Jean Hey (1455-dopo 1505), è al centro di una mostra che ne ricostruisce la storia e permette di accostarla alle altre opere del pittore fiammingo conservate nelle collezioni francesi, oltre che di illustrare i risultati della recente campagna di restauro. L’opera aveva lasciato Moulins per Parigi nel novembre 2022 per essere sottoposta a restauri nei locali del Centre de recherche et de restauration des musées de France (C2RMF). La mostra di Brou arriva dunque dopo quella al Louvre, dove il Trittico è stato presentato dal novembre 2025 all’agosto 2026. Il percorso ora si articola intorno alla figura di Jean Hey, probabilmente formatosi nella bottega di Hugo van der Goes, a Gand. Trasferitosi in Francia intorno al 1480, Jean Hey lavorò per alcuni dei più importanti committenti dell’epoca, fino a diventare il ritrattista ufficiale della corte dei Borbone. Fu attivo fino al 1505. Dalla tradizione nordica Hey ereditò la precisione analitica dei volti, la resa delle stoffe e dei materiali e l’uso della velatura. In Francia ne adattò il linguaggio alle esigenze della corte, con una maggiore solennità delle figure. 

Sono in mostra una ventina di dipinti. Tra questi, il «Ritratto di Madeleine de Bourgogne», la «Vierge allaitant l’Enfant», la «Nativité au cardinal Jean Rolin» e l’«Ecce Homo» del 1494, conservato ai Musées royaux des Beaux-Arts di Bruxelles, unica opera conosciuta firmata e datata da Jean Hey, la cui iscrizione sul verso ha consentito agli studiosi di identificare nel pittore il misterioso Maestro di Moulins. Accanto alle sue opere, il percorso propone anche una «Vierge à l’Enfant avec les saints Thomas, Jean-Baptiste, Jérôme et Louis» (1480 circa) attribuita a Hugo van der Goes, utile a comprendere la matrice fiamminga della pittura di Hey, e il «Deipara Virgo» (1530) di Ambrosius Benson, esempio del tema della Vergine in gloria. 

Il Trittico fu realizzato tra il 1498 e il 1502 per Pierre II di Borbone e Anne de France, destinato alla collegiata Notre-Dame di Moulins. Al centro la Madonna siede in trono con il Bambino sulle ginocchia, circondata da una corona di angeli. Ai lati sono rappresentati i committenti. Nel pannello di sinistra, il duca Pierre II e san Pietro. A destra, la duchessa Anne de France con la figlia Suzanne de Bourbon e sant’Anna. Il Trittico chiuso presenta l’episodio dell’Annunciazione in grisaille, con l’angelo a destra e la Vergine Maria a sinistra. 

Le prime indagini scientifiche sull’opera risalgono al 2018. Il recupero, prima grande campagna di restauro dal 1879, si è concluso nel settembre 2025, sotto la direzione della Drac Auvergne-Rhône-Alpes, con l’intervento dell’Atelier Arcanes di Cinzia Pasquali per la pittura e del gruppo Tournillon per il supporto ligneo. A Brou proprio il restauro diventa una chiave per rileggere l’opera e il suo contesto. Una sezione della mostra è dedicata infatti al mecenatismo dei Borbone e a Margherita d’Austria, fondatrice del monastero. Anna di Francia fu co-committente del Trittico e fu proprio lei a occuparsi dell’educazione della giovane Margherita d’Austria alla corte francese. A sua volta, Margherita, sposata a Filiberto II di Savoia detto il Bello, avrebbe trasformato Brou in uno dei grandi monumenti della cultura europea del primo Cinquecento. La mostra mette così in dialogo il dipinto con alcuni dettagli architettonici di Brou, vero capolavoro del gotico fiammeggiante, tra cui «Il vitrail du Couronnement de la Vierge», nella cappella di Margherita d’Austria, e il retablo delle «Sept Joies de la Vierge».

Luana De Micco, 10 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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