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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoliPer Federico Fellini il quartiere romano dell’Eur era una sorta di città ideale, un immenso teatro di posa a cielo aperto che gli restituiva la leggerezza di abitare nella dimensione di un quadro, nell’atmosfera liberatoria, ma anche metafisica, tipica delle opere di Giorgio de Chirico. Nel 1935 Giuseppe Bottai, allora Governatore di Roma, propose a Mussolini di candidare la città per l’Esposizione del 1942. Così, in quella che Alcide De Gasperi definì, guardando una fotografia, una sorta di «Pompei del futuro», un grande cantiere a cielo aperto, nel 1936 ebbe inizio la grande avventura con la scelta di creare un nuovo insediamento architettonico ispirato al Razionalismo. A novant’anni dalla nascita dell’Ente Esposizione Universale di Roma e a dieci dalla costruzione della Nuvola, l’avveniristico progetto di Doriana e Massimiliano Fuksas, il simbolo più contemporaneo e internazionale del quartiere, la mostra «Eur-Una storia lunga 90 anni» ripercorre le vicende di uno dei protagonisti più rappresentativi dell’urbanistica del Novecento. Ma soprattutto ambisce a raccontare l’architettura antropologica di un quartiere abitato da persone, percorso da feste e vicende che popolano un’epoca. Il percorso, promosso e coprodotto da Eur Spa, curato da Alessandro Nicosia e Marco Pizzo, organizzato e prodotto da Cor-Creare Organizzare Realizzare, sarà accolto dal 6 novembre al 7 febbraio 2027 a Palazzo Uffici, esempio di architettura razionalista e prima opera permanente a essere completata nel progetto dell’Esposizione Universale di Roma. L’iniziativa ripercorrerà la nascita del quartiere, le trasformazioni che ne hanno segnato la storia e le figure che hanno contribuito alla sua identità attraverso fotografie, documenti storici, progetti, bozzetti, materiali d’archivio, filmati d’epoca.
«Eur, ha detto Enrico Gasbarra, presidente di Eur SpA, nel corso della conferenza stampa di presentazione della mostra, è un quartiere emblema del Razionalismo, ma anche simbolo del futuro, come la nuvola di Fuksas insegna. Eur SpA ha messo in campo circa 60 milioni di investimenti, tra recupero del Palazzo dei Congressi, che aprirà entro maggio del prossimo anno, Palazzo dello sport e manutenzione della Nuvola, oltre alla sanificazione del Laghetto. Celebreremo questi 90 anni a tutto tondo. Questa straordinaria mostra, che ne celebra la bellezza, si inserisce in un vasto programma di iniziative che, tra le altre, si fregeranno del conio di una medaglia e dell’emissione di un francobollo celebrativo». A Palazzo Uffici, progettato dall’architetto Gaetano Minnucci e sede della mostra, si trova la poco conosciuta Sala dei disegnatori. «Sui tavoli da disegno di questa splendida Sala, prosegue Gasbarra, i progettisti tracciavano i contorni di una città che volgeva lo sguardo al futuro e che, nella sua realizzazione, accompagnò l’Italia della ricostruzione e del boom economico». Come ha annunciato Nicosia la mostra ripercorrerà «step by step l’evoluzione sociale del quartiere».
Dalla nascita della città ideale, tra immagini di operai al lavoro nei cantieri e pubblicità di riviste e un focus dedicato al progetto Porta del Mare, un monumentale arco ideato da Adalberto Libera e da Vincenzo di Berardino, si passa alla seconda sezione incentrata sulla costruzione degli edifici. Con l’inizio dei lavori, nel 1937, quando Mussolini piantò un pino nel luogo in cui avrebbe dovuto essere edificato il nuovo quartiere romano (interrotti a causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale e ripresi solo dal 1950), la sezione è dedicata alla creazione del Luna Park, del Laghetto, dell’Obelisco di Arturo Dazzi dedicato a Guglielmo Marconi e all’inaugurazione della metropolitana. A chiusura del percorso, una terza seguirà lo sviluppo del quartiere fino ai nostri giorni con la Nuvola di Fuksas, sintesi perfetta di questo progetto di radicale rinnovamento. «La Nuvola, ha detto Massimiliano Fuksas, è uno spazio parte della collettività, di proprietà di tutti, e dovrebbe essere aperta per essere visitata sempre. Un momento particolarmente commovente della sua storia fu quando l’edificio divenne il più grande hub vaccinale durante la Pandemia. Il presidente Mattarella volle visitarlo. Lo accompagnai e fu uno spettacolo drammatico (e straordinario al tempo stesso) vedere tutta quella gente, in uno spazio così luminoso».
Un focus della mostra, arricchito da filmati originali, fotografie e manifesti, sarà dedicato al cinema e ai film girati negli spazi dell’Eur da registi come Federico Fellini, Roberto Rossellini, che qui girò alcune scene di «Roma città aperta» (1945), fino a Michelangelo Antonioni. Le Olimpiadi del 1960, spunto per un ulteriore sviluppo urbanistico e architettonico, saranno raccontate attraverso materiali d’archivio e alcuni oggetti originali, tra cui la fiaccola, le medaglie, le divise degli atleti e manifesti dell’epoca. Non mancherà un affondo dedicato alla biodiversità, documentata dalle immagini della donazione dei ciliegi da parte dell’ambasciatore del Giappone, Mankyu Suzuki, nel 1959. Sin dall’inizio l’Eur era stato pensato come un quartiere «verde» in cui convivono eucalipti, ulivi e ciliegi giapponesi.
Le fotografie dello storico fotoreporter Rodrigo Pais, alcune delle quali inedite e oggi parte delle collezioni dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, Biblioteca Universitaria di Bologna, documenteranno invece la vita sociale e l’espansione edilizia del quartiere. Tra gli oggetti inediti troveranno spazio il libricino rarissimo con le linee guida destinate agli operai, ma anche la rara foto di un bombardiere immortalato mentre colpiva l’Eur nel 1944. Come ribadito da Claudio Carserà, amministratore delegato di Eur SpA, la mostra sarà «il tributo di Eur SpA a quello che è più di un quartiere, ma un modo di pensare alla città come un’entità in continuo mutamento. In futuro pensiamo alla definizione di un vero museo aziendale aperto al pubblico dove valorizzare e condividere opere e arredi del nostro patrimonio».