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Edgar Degas, «Due ballerine», 1878-79

Foto © Musée d’Orsay. Distr.GrandPalaisRMN

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Edgar Degas, «Due ballerine», 1878-79

Foto © Musée d’Orsay. Distr.GrandPalaisRMN

Da Degas a Pissarro, diciassette ventagli impressionisti entrano nelle collezioni del Musée d’Orsay

Nella Francia della seconda metà dell’Ottocento, questo oggetto da accessorio femminile legato alle arti applicate diventa terreno di sperimentazione formale per diversi artisti. Il nucleo donato all’istituzione parigina dalla famiglia Kan sarà esposto nella sala 33 fino al 21 giugno

Cecilia Paccagnella

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In occasione del quarantesimo anniversario del Musée d’Orsay, la sala 33 della galleria impressionista accoglie, fino al 21 giugno, una donazione destinata a ridefinire la percezione di un formato spesso considerato marginale: il ventaglio dipinto. Le diciassette opere provenienti dalla collezione Kan costituiscono il più ampio nucleo esistente dedicato a questo genere tra Impressionismo e Post-impressionismo. Successivamente, per ragioni conservative, i lavori saranno esposti a rotazione, a piccoli gruppi, all’interno del percorso permanente.

Il valore dell’acquisizione risiede non solo nella sua eccezionalità quantitativa, ma anche nella qualità degli artisti coinvolti: da Edgar Degas a Henri de Toulouse-Lautrec, da Paul Gauguin a Camille Pissarro (presente con sette esemplari) fino a figure come Jacques-Emile Blanche, Foujita e Georges de Feure. Un insieme che colma una lacuna storica nelle collezioni del museo, finora limitate a pochi casi emblematici.

Per comprendere la portata di questa raccolta è necessario rileggere la parabola del ventaglio nella storia dell’arte. Nato in Giappone nel IX secolo e introdotto in Europa nel XVI, l’oggetto conosce una trasformazione decisiva nella Francia della seconda metà dell’Ottocento. Da accessorio femminile legato alle arti applicate diventa terreno di sperimentazione formale: la sua struttura a mezzaluna rompe la rigidità del quadro rettangolare, invitando a nuove soluzioni compositive. Non a caso, alla quarta mostra impressionista, Degas ne espone cinque, accanto ai lavori di Pissarro e Jean-Louis Forain.

L’interesse per questo supporto si intreccia con fenomeni culturali più ampi: il gusto per l’esotismo, alimentato dalla moda spagnola e dal giapponismo, e la ricerca di oggetti decorativi capaci di ampliare il mercato artistico. Pur rimanendo una pratica laterale nelle carriere dei grandi maestri, il ventaglio si configura così come un laboratorio privilegiato di innovazione.

Henri de Toulouse-Lautrec, «Ventaglio», 1892 ca. Foto © Musée d’Orsay. Distr.GrandPalaisRMN

Camille Pissarro, «Donna con in braccio un bambino in un giardino», 1887. Foto © Musée d’Orsay. Distr.GrandPalaisRMN

Cecilia Paccagnella, 31 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

Da Degas a Pissarro, diciassette ventagli impressionisti entrano nelle collezioni del Musée d’Orsay | Cecilia Paccagnella

Da Degas a Pissarro, diciassette ventagli impressionisti entrano nelle collezioni del Musée d’Orsay | Cecilia Paccagnella