IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Rapporto Annuale Fotografia
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Vedere a Milano
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Rapporto Annuale Fotografia
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Vedere a MilanoVerifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Farsettiarte presenta Vittorio Corsini a confronto con Filippo de Pisis: scultura e pittura dialogano tra luce, materia e memoria
- Rosalba Cignetti
- 11 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Filippo de Pisis, «Dalie e gladioli», 1933.
Corsini parla a de Pisis
Farsettiarte presenta Vittorio Corsini a confronto con Filippo de Pisis: scultura e pittura dialogano tra luce, materia e memoria
- Rosalba Cignetti
- 11 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Rosalba Cignetti
Leggi i suoi articoliFarsettiarte presenta «White Peaks and Colored Ice. Vittorio Corsini parla con Filippo de Pisis» fino al 24 aprile, una mostra che mette in dialogo opere inedite di Corsini con cinque dipinti di de Pisis (1933–1940), costruendo un confronto tra pittura e scultura, memoria e percezione. Il percorso si concentra su paesaggi e nature morte: Corsini traduce le atmosfere liriche e sospese di de Pisis in forme tridimensionali - architetture in ceramica, interventi in cristallo e dispositivi luminosi - che filtrano, deformano e riattivano l’immagine pittorica. Ne emerge un dialogo tra due poetiche distanti ma affini, dove la luce e la materia trasformano la visione in esperienza mentale e memoria. Il percorso culmina nel confronto tra Dalie e gladioli (1933) e i monocromi di Corsini, attraversati da luce artificiale che scompone e rende visibile il gesto pittorico. La relazione tra parola e immagine rafforza il dialogo tra i due artisti: come in de Pisis, anche in Corsini l’opera diventa una scrittura silenziosa, in cui la realtà si trasfigura in memoria e percezione. Ne emerge un confronto tra poetiche lontane ma affini, rilette attraverso i linguaggi della contemporaneità. Il progetto lavora così sullo scarto tra immagine e oggetto, tra visione e costruzione, trasformando la pittura in spazio attraversabile. Non una citazione, ma una riattivazione: Corsini misura de Pisis sul terreno della materia, dove la luce diventa dispositivo critico e la memoria una forma instabile, continuamente ridefinita.