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Redazione GdA
Leggi i suoi articoliCecily Brown torna a Londra con una grande mostra personale, la prima in un’istituzione pubblica del Regno Unito dal 2005. L’artista britannica, che vive e lavora a New York dagli anni ’90, porta alla Serpentine un corpus di opere che fonde astrazione e figurazione, ispirato ai Kensington Gardens, un luogo di grande significato personale. La mostra include nuovi dipinti realizzati appositamente, insieme a lavori chiave dal 2001, monotipi e disegni recenti. I temi ricorrenti – natura, parchi, memoria infantile e illustrazioni per bambini – si intrecciano con tensioni più oscure, creando un universo visivo complesso. Passeggiando tra le sale, si passa da paesaggi idilliaci a figure che emergono e scompaiono tra pennellate drammatiche e gestuali, evocando l’instabilità e l’incertezza dei tempi contemporanei.
Brown spiega: «Non mi piace parlare di evasione, ma adoro perdermi nell’arte: nei dipinti, nei libri, nei film o nella musica. È un mondo parallelo». I dipinti, pur spesso basati su memoria e fotografie, trasformano il quotidiano in un’esperienza quasi ipnotica, dove coppie si abbracciano, onde si infrangono e la natura sembra seguire regole proprie.
Tra le opere esposte ci sono monotipi figurativi e disegni ispirati alle illustrazioni per bambini, alcuni ripetuti in diversi lavori per esplorarne la forma e il significato. La pittura di Brown oscilla tra rapidità e gestazione lunga: alcune opere nascono in poche ore, altre richiedono mesi, e tutte rivelano nuovi dettagli a ogni sguardo. Brown si confronta anche con la realtà contemporanea: pur offrendo una pausa contemplativa, il suo lavoro porta con sé una tensione sottile, riflettendo le incertezze del mondo. Come ricorda l’artista, «C’è un disagio psicologico nel mio lavoro che rispecchia ciò che accade intorno a noi».
Il catalogo della mostra, curato da Irma Boom, include estratti della corrispondenza con la pittrice Celia Paul, un’intervista tra Brown e il direttore artistico della Serpentine Hans Ulrich Obrist, e un contributo creativo della poetessa Isabel Galleymore. La mostra è curata da Lizzie Carey-Thomas, Direttrice del Programma e Capo Curatrice della Serpentine, insieme a Kit Gurnos, Assistant Exhibitions Curator.