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Nicoletta Biglietti
Leggi i suoi articoliCinquant’anni di ricerca artistica raccontati con un percorso che mette in dialogo arte contemporanea, storia e paesaggio. Con «50 Years of Creation», Andrea Roggi porta le sue opere nelle Residenze Napoleoniche dell’Isola d’Elba, appena restaurate e restituite al pubblico, e nei luoghi simbolici della Gallura, dove espone «Mare Nostrum Sardegna». Dopo la presentazione internazionale alle Galeries Bartoux di Parigi, la mostra approda all’Elba con un itinerario diffuso tra la Palazzina dei Mulini, Villa San Martino e il Molo Elba di Portoferraio. Qui le sculture monumentali in bronzo si inseriscono nei luoghi della memoria napoleonica, innescando una relazione inedita.
Il progetto ripercorre l’evoluzione della ricerca di Roggi, dagli esordi negli anni Ottanta alle opere più recenti, mettendo al centro i temi che da sempre caratterizzano la sua poetica: il rapporto tra uomo e natura, la crescita, la trasmissione della memoria e il simbolo dell’Albero della Vita, elemento distintivo del suo linguaggio artistico. Metafora della vita e della continua trasformazione dell’essere umano, l’Albero della Vita affonda le radici nella memoria e nelle origini, mentre il tronco racconta il percorso di crescita e i rami si protendono verso il cielo come simbolo di apertura, connessione e futuro. Le figure umane si fondono con gli elementi vegetali, dando vita a sculture che raccontano la continuità tra le generazioni e il legame profondo tra uomo e natura. Le opere di Roggi, presenti in collezioni pubbliche e private e installate in numerosi contesti internazionali, sono concepite in relazione con l’architettura e l’ambiente circostante, facendo del paesaggio parte integrante della narrazione artistica.
Durante la sua carriera Roggi ha fondato inoltre The Circle of Life Art Gallery, spazi dedicati alla valorizzazione della propria ricerca e all’incontro con il pubblico, con sedi a Cortona, Pietrasanta e San Gimignano. Il percorso espositivo all’Isola d’Elba rappresenta una nuova tappa nel percorso artistico di Roggi, inserendo le sue opere in uno dei luoghi più significativi della memoria napoleonica. La mostra si inaugura in concomitanza con la riapertura della Palazzina dei Mulini e di Villa San Martino, insieme ai rispettivi giardini storici, restaurati grazie a un intervento finanziato dal PNRR attraverso il MiC. Il progetto ha restituito piena fruibilità a uno dei complessi monumentali più significativi legati alla permanenza di Napoleone Bonaparte sull’isola, recuperando percorsi storici, giardini, visuali panoramiche e il rapporto originario tra architettura e paesaggio. In questi spazi ritrovati le opere di Roggi acquistano una nuova dimensione, offrendo una diversa lettura delle Residenze Napoleoniche. Tra le opere in mostra Vita Nova, il nuovo Albero della Vita, presentato sulla terrazza di Villa San Martino. Priva di basamenti e apparentemente sospesa nello spazio, l’opera amplifica il rapporto con il paesaggio circostante, diventando metafora di rinascita, equilibrio e continuità tra uomo, natura e memoria.
«Ogni opera nasce da un dialogo con il luogo che la accoglie, afferma Roggi. La scultura, per me, non è mai un elemento isolato, ma un ponte tra memoria e futuro, tra uomo e natura. Esporre nelle Residenze Napoleoniche significa entrare con rispetto in una storia straordinaria, lasciando che l’arte aggiunga un nuovo capitolo senza interrompere quello che il tempo ha già scritto». La stagione espositiva 2026 dell’artista prosegue inoltre con «Mare Nostrum Sardegna», progetto diffuso tra Porto Cervo, Arzachena e Porto Rotondo, dove gli Alberi della Vita si confrontano con il paesaggio mediterraneo, i siti archeologici e i luoghi simbolici della Gallura.