«Ladies and Gentlemen» (1975) di Andy Warhol, mumok-Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien (particolare)

© 2024 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. / Concesso in licenza da Artists Rights Society (Ars), New York. © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc.

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«Ladies and Gentlemen» (1975) di Andy Warhol, mumok-Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien (particolare)

© 2024 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. / Concesso in licenza da Artists Rights Society (Ars), New York. © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc.

Alla Neue Nationalgalerie Warhol immorale e perverso

Oltre 250 opere per «The Velvet Rage», il libro che descrive che cosa significa essere omosessuali in un mondo etero

«Andy Warhol. Velvet Rage and Beauty» è il titolo della mostra che la Neue Nationalgalerie dedica, dal 9 giugno al 6 ottobre, a una delle figure più celebri e controverse del panorama artistico del XX secolo: Andy Warhol (1928-87). Con oltre 250 opere tra dipinti, stampe, disegni, fotografie, Polaroid, film e collage, la mostra offre una comprensione completa e inclusiva di Warhol e della sua produzione artistica. Curata dal direttore del museo, Klaus Biesenbach, con l’assistenza di Lisa Botti e Nikola Richolt, «Velvet Rage and Beauty» è un omaggio al libro di Warhol The Velvet Rage, nel quale l’autore prova a descrivere che cosa significhi crescere e vivere omosessuali in un mondo prevalentemente etero

Warhol è scomparso nel 1987 a 58 anni lasciando un corpus di opere incredibilmente complesso e influente, non potendo però mai sperimentare in vita l’accettazione aperta che si ha oggi quando ci si dedica a questo specifico insieme di opere. Tuttavia la mostra di Berlino è consapevole che si tratta di un’apertura spesso fittizia e viziata ancora dal pregiudizio, quando non, in molte parti del mondo e in molte società, nuovamente messa a repentaglio dal recente ritorno a un certo oscurantismo del passato; perciò vede questo momento storico come quello ideale per riunire tutte queste opere di Warhol per la prima volta

Andy Warhol era alla costante ricerca di un ideale di bellezza (maschile) e di una forma; perciò visualizzò e immortalò la sua continua ricerca della bellezza ideale. E sebbene siano le sue immagini di beni di consumo e di celebrità le più note e pubblicizzate, è questo il vero filo conduttore che attraversa tutta la sua carriera, dalla fine degli anni Quaranta alla sua prematura scomparsa negli Ottanta: dai primi disegni ai provini e agli esperimenti con le immagini in movimento e il cinema nei Sessanta, passando per i dipinti di busti negli anni Settanta e la collaborazione con Jean-Michel Basquiat, la ricerca dell’espressione di questo ideale è continua. Durante la sua vita, tali opere furono considerate inappropriate, immorali, perverse o addirittura pornografiche e illegali. Per questo motivo, molte di esse non hanno mai ricevuto l’attenzione e l’approvazione pubblica che meritavano e che la mostra di Berlino invece riconosce loro in toto.

«Mick Jagger» (1975) di Andy Warhol. Cortesia del Museum of Fine Arts, Boston, © 2024 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. / Concesso in licenza da Artists Rights Society (Ars), New York. © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc.

Francesca Petretto, 07 giugno 2024 | © Riproduzione riservata

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