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Piero della Francesca, «Il Battesimo di Cristo», 1445, Londra, National Gallery

Foto tratta da Wikipedia

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Piero della Francesca, «Il Battesimo di Cristo», 1445, Londra, National Gallery

Foto tratta da Wikipedia

Alla National Gallery la maggior monografica di Piero della Francesca di sempre

Prestiti di eccezionale rilievo nel 2027 porteranno a Londra il genio del Rinascimento attraverso 25 dipinti, la ricomposizione di polittici smembrati da secoli e manoscritti

Un’occasione rara per osservare da vicino l’universo pittorico di uno dei protagonisti assoluti del Rinascimento italiano. La National Gallery di Londra dedica a Piero della Francesca (circa 1407/11-92) la prima mostra pienamente monografica mai realizzata sul maestro toscano, in programma nella Sainsbury Wing dal 2 ottobre 2027 al 30 gennaio 2028. Un progetto che ambisce a restituire la complessità di un artista capace di coniugare rigore matematico, ricerca prospettica, luminosità e una straordinaria sensibilità nella costruzione dello spazio.

Il percorso riunirà circa 25 opere tra dipinti e manoscritti, prendendo le mosse dai tre capolavori già conservati alla National Gallery: il «Battesimo di Cristo» (1440-50), «San Michele» (1454-69) e la «Natività» (1470-75), testimonianze di differenti momenti della carriera dell’artista. A questi si affiancheranno prestiti di eccezionale rilievo, tra cui il celebre dittico con i ritratti del duca Federico da Montefeltro e della moglie Battista Sforza, proveniente dagli Uffizi, la «Madonna di Senigallia» (tra il 1470 e il 1485, Galleria Nazionale delle Marche, Urbino) e l’intero Polittico di Sant’Antonio (1460-70 ca, Galleria nazionale dell’Umbria, Perugia). Proprio la ricomposizione dei pannelli appartenenti ad altari smembrati rappresenterà uno degli aspetti più significativi dell’esposizione: grazie ad allestimenti e cornici appositamente progettati, sarà possibile apprezzare queste opere nella loro configurazione originaria, riunite dopo secoli di dispersione.

La mostra seguirà le tappe della vicenda artistica di Piero, dalla città natale di Borgo San Sepolcro (Ar) alle corti di Ferrara, Rimini, Roma e Urbino, passando per Firenze e Arezzo, fino al ritorno in Toscana. Accanto alla pittura emergerà la figura del teorico, autore di trattati dedicati alla prospettiva e alla geometria, discipline che costituiscono l’ossatura della sua ricerca visiva.

Sette nuclei tematici (colore, disegno, spazio, prospettiva, narrazione e luce) guideranno la lettura delle sue opere, integrando gli studi storico-artistici con le più recenti ricerche sui suoi metodi di lavoro. Una sezione digitale permetterà inoltre di esplorare il ciclo della «Leggenda della Vera Croce» (1452-66) nella cappella Bacci della Basilica di San Francesco ad Arezzo, impossibile da trasferire in mostra.

Amato da Cezanne, Hockney, Paula Rego e Pier Paolo Pasolini, Piero della Francesca ha esercitato un’influenza profonda anche sulla cultura del Novecento, diventando oggetto di un’autentica riscoperta critica. La mostra londinese, sostenuta da Intesa Sanpaolo, si propone così non soltanto come una celebrazione del maestro, ma come un’occasione per rileggere la sua eredità e la sorprendente attualità della sua visione.

Giorgio Valentini, 30 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Giorgio Valentini

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