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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliSettanta volumi, immagini originali, manoscritti e antichi strumenti di navigazione accompagnano alla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano un viaggio nell’universo di Umberto Eco (Alessandria, 1932-Milano, 2016), a dieci anni dalla sua scomparsa. Dal 2 ottobre al 10 gennaio 2027, la mostra riporta al centro L’isola del giorno prima, il romanzo pubblicato nel 1994, trasformandone l’immaginario in un percorso tra letteratura, storia, scienza e filosofia.
Protagonista è Roberto de la Grive, giovane nobile piemontese naufragato nel 1643 e approdato sulla Daphne, una nave apparentemente abbandonata, ancorata a breve distanza da un’isola misteriosa ma per lui irraggiungibile. Tra esplorazioni, lettere d’amore e interrogativi sulla scienza del Seicento, il protagonista arriva a dubitare della propria solitudine: sulla nave potrebbe esserci qualcun altro, impegnato a vivere un’esistenza speculare alla sua.
Curata dalla figlia dell’autore piemontese Carlotta Eco, insieme a Riccardo Fedriga e Marina Zetti, la rassegna intreccia il patrimonio della collezione di libri antichi di Eco, conservata dalla Braidense, con i fondi della biblioteca. Accanto ai volumi sono esposti fogli manoscritti con disegni e annotazioni dello scrittore e strumenti citati nel romanzo, tra cui un quadrante del 1686, una bussola nautica del XVIII secolo, un anello astronomico seicentesco e una replica del telescopio di Galileo.
Suoni, luci e immagini coinvolgono i visitatori nella dimensione sensoriale del racconto, mentre conferenze e incontri ne approfondiscono i temi. Per il pubblico più giovane, il programma «Il viaggio delle meraviglie», dedicato a bambine e bambini dai 6 agli 11 anni, propone visite e laboratori tra mappe, macchine fantastiche, creature immaginarie e false credenze.
Promossa dalla Fondazione Umberto Eco e dalla Pinacoteca di Brera/Biblioteca Nazionale Braidense, con il patrocinio e il contributo di Regione Lombardia, la mostra nasce, come sottolinea il direttore Angelo Crespi, nel luogo più naturale per accogliere un autore capace di mettere in relazione letteratura, filosofia, storia, arte e memoria. «La biblioteca non è soltanto un luogo di conservazione», osserva, ma uno spazio in cui i libri continuano a generare domande e nuove forme di conoscenza.