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UMoCA

Foto © Ela Bialkowska OKNO studio

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All’UMoCA gli archi del tempo di Leandro Erlich

Sotto il Ponte san Francesco di Colle di Val d’Elsa, in provincia di Siena, sono allestite tre monumentali installazioni di sabbia dell’artista argentino

Laura Lombardi

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Tre monumentali installazioni di sabbia dell’argentino Leandro Elrich sotto gli archi medioevali del Ponte san Francesco, sede dell’UMoCA (Under Museum of Contemporary Art, il progetto di Cai Guo-Qiang per la cittadina di Colle di Val d’Elsa, Siena, inaugurato nel 2001), ci rimandano ai giochi dell’infanzia ma anche al senso della bellezza effimera, al transitorio e alla responsabilità collettiva della memoria. «Costruire in sabbia è qualcosa di molto poetico, spiega Elrich, artista di fama internazionale, con una formazione universitaria in filosofia, perché esprime l’ambizione di creare, ma sappiamo già, mentre lo facciamo, che ciò non potrà reggere al tempo. Quindi ha una relazione con l’esistenziale, con la storia dell’essere umano che sempre pianifica, crea tecnologie per trascendere e ha difficoltà ad accettare la propria impermanenza». «Sotto gli archi del tempo», dall’11 aprile fino a ottobre, si ricollega ai temi che l’artista affronta da anni riguardanti la percezione della realtà, il rapporto tra spazio quotidiano e immaginazione, cui si aggiunge qui il monito a riflettere sulla fragilità delle cose, l’erosione e la vanità della permanenza. Sotto il primo arco una clessidra che poggia su una duna non misura ma allude all’incommensurabilità del tempo; sotto il secondo la sabbia riproduce il borgo di Colle Val d’Elsa in scala ridotta, come modellato dal vento, mentre sotto il terzo invece emergono dalla sabbia la cupola del Brunelleschi, il Partenone, una piramide Maya e la Basilica di Notre-Dame a riassumere simbolicamente civiltà lontane, sottoposte allo stesso destino. Il patrimonio dell’umanità è dunque materia fragile, da preservare e di cui avere cura.

Affascinato fin da bambino dalla sabbia, Elrich dice di aver trovato ne Il libro di sabbia di Borges ciò che dava forma alle sue intuizioni, «rivelando un’immagine dell’infinito tanto affascinante quanto inquietante. Da allora, la sabbia è rimasta per me una metafora essenziale»: che siano sculture di bambini, o grandi costruzioni della storia, l’impulso è il medesimo: «Resistere al tempo, lasciare una traccia, affermare una volontà di durare di fronte all’inevitabile». Il progetto, presentato lo scorso novembre è l’ennesimo tassello dell’attività che Associazione Arte Continua concepisce e organizza da trent’anni, mettendo in relazione artisti internazionali, comunità locali e paesaggio e l’opera è liberamente accessibile alla collettività. «Sosteniamo il rispetto per il valore della fragilità e della responsabilità di ognuno rispetto allo spazio pubblico, spiega Mario Cristiani, presidente dell’associazione. L’opposto della logica secondo la quale quello che è di tutti alla fine non è di nessuno e dello spazio pubblico come lo scarico di quello che non ha valore per i singoli». Il progetto è realizzato con il patrocinio del Comune di Colle di Val d'Elsa, nell’ambito della candidatura Colle Val d’Elsa Capitale Italiana della Cultura 2028, con il supporto degli sponsor Giannoni e Santoni e Carlo Fantacci e Associati. In continuità con gli obiettivi di Associazione Arte Continua di produrre nuovi legami fra arte, architettura e paesaggio, Leandro Elrich prenderà parte agli Eventi Collaterali della 61ma Esposizione Internazionale d’Arte-La Biennale di Venezia, con «Hybrids», una mostra in collaborazione con il FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano e con il supporto di Galleria Continua. Nello storico negozio Olivetti saranno esposte circa 20 sculture, alcune inedite, raffiguranti organismi ibridi tra natura, architettura e corpo umano, mettendo in dialogo processi naturali, evoluzione biologica e costruzione urbana.

Dettaglio dell’opera «Sotto gli Archi del Tempo» in allestimento

Laura Lombardi, 10 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

All’UMoCA gli archi del tempo di Leandro Erlich | Laura Lombardi

All’UMoCA gli archi del tempo di Leandro Erlich | Laura Lombardi