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Il museo londinese celebrerà gli ottant’anni del frontman dei Queen con un percorso gratuito in cui saranno esposti otto look indossati in diversi momenti della propria carriera
- Giorgio Valentini
- 25 agosto 2026
- 00’minuti di lettura
Freddie Mercury nel video di «Made in Heaven»
Foto Simon Fowler © Mercury Songs Ltd
Al V&A gli abiti indossati da Freddy Mercury come parte integrante della sua identità artistica
Il museo londinese celebrerà gli ottant’anni del frontman dei Queen con un percorso gratuito in cui saranno esposti otto look indossati in diversi momenti della propria carriera
- Giorgio Valentini
- 25 agosto 2026
- 00’minuti di lettura
Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliLa moda come linguaggio, il costume come estensione della performance: è attraverso gli abiti che il Victoria and Albert Museum di Londra celebrerà Freddie Mercury (1946-81) nell’anno in cui avrebbe compiuto ottant’anni. Dal 24 ottobre al 17 gennaio 2027, il percorso gratuito «Freddie Mercury. Splendid Things» riunirà otto celebri look del cantante, sette dei quali prestati da Mary Austin, sua ex compagna e amica più intima.
Tra i pezzi più iconici figura il completo monocromatico indossato agli esordi dei Queen, durante uno dei primi concerti all’Imperial College, e immortalato sulla copertina dell’album di debutto della band nel 1973. In mostra anche la tuta «Mercury Wing», creata da Wendy de Smet per il tour «A Night at the Opera» del 1975-76 e poi resa celebre dal video di «Bohemian Rhapsody» (1975).
Non mancheranno la corona e il mantello disegnati da Diana Moseley per il «Magic Tour» del 1986, indossati da Mercury nell’ultima esibizione dal vivo dei Queen a Knebworth, oltre a un costume proveniente dal videoclip di «Made in Heaven» (1985) e a diversi accessori e oggetti personali.
Il titolo dell’esposizione cita una frase pronunciata da Mercury nel 1978: «Mi piace essere circondato da cose splendide». Un’affermazione che restituisce il rapporto tra il musicista e l’arte, il design e la moda, al centro del progetto curato da Kate Bailey e allestito da Tom Piper. Sei ambienti, differenti per scenografie, luci e suoni, evocheranno altrettanti momenti della sua carriera.
Per Mary Austin, gli abiti non furono mai semplici accessori, ma parte integrante dell’identità artistica di Mercury: strumenti pensati per amplificare la sua presenza scenica e creare un impatto capace di attraversare le generazioni.
Freddy Mercury durante il «Magic Tour», 1986. Foto Denis O’Regan