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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoliAl centro della nuova competizione globale e della politica industriale nazionale, le materie prime critiche diventano il filo conduttore di una mostra in corso a Roma, a Palazzo Piacentini. Dal litio al titanio, dal platino alla bauxite, questi pilastri invisibili, di strategica importanza economica per l’Europa e per la transizione ecologica, sono caratterizzati al tempo stesso da alto rischio di fornitura.
Il percorso promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal titolo «Dal sottosuolo alle tecnologie digitali e green: viaggio nelle materie prime critiche per le nuove filiere del Made in Italy del futuro», inaugurato in collaborazione con l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e Deloitte nella sede del Mimit, a cura di Denis Curti, abbraccia una selezione di fotografie dell’artista visivo Davide Monteleone. Gli scatti sono tratti da «Critical Minerals-Geography of Energy», il progetto fotografico vincitore della seconda edizione del Deloitte Photo Grant, promosso da Deloitte con il patrocinio di Fondazione Deloitte, che esplora e racconta i territori nei quali vengono estratte le materie prime critiche, offrendo una lettura delle implicazioni ambientali, economiche, sociali e geopolitiche.
Attraverso una narrazione stratificata che intreccia paesaggi segnati dall’industria e storie di comunità e lavoratori, l’artista indaga le conseguenze dell’estrazione mineraria, dall’inquinamento alla perdita di biodiversità, agli squilibri profondi tra Nord e Sud del mondo. L’obiettivo è sottolineare il ruolo strategico delle materie prime critiche per la competitività del sistema produttivo, la transizione energetica e digitale e lo sviluppo delle tecnologie del futuro.
«Le materie prime critiche, ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sono al centro della nuova competizione globale: senza approvvigionamenti sicuri non c’è autonomia industriale. L’Europa deve rafforzare le proprie catene del valore, dall’estrazione al riciclo: è questa la nuova frontiera della sovranità economica europea, una sfida che l’Italia intende affrontare da protagonista».
Le immagini in mostra dialogano con campioni di minerali critici provenienti dal Museo dell’Ispra, dal Museo Civico «Sigerro» di Domusnovas e da collezioni private, offrendo una riflessione sul ruolo dei minerali critici e delle materie prime strategiche nelle filiere industriali italiane, con particolare attenzione alla transizione energetica e digitale, alla manifattura avanzata, all’aerospazio, alla difesa, all’automotive, all’elettronica e alle tecnologie pulite.
Grazie alla collaborazione di alcune imprese italiane, sono presenti in mostra prodotti rappresentativi delle filiere industriali che impiegano queste materie prime, per comprenderne l’indispensabilità nella produzione di smartphone, computer, batterie, motori elettrici e altre tecnologie di uso comune.
«L’approvazione, nel 2025, del Programma Nazionale di Esplorazione Mineraria, ha sottolineato Maria Alessandra Gallone, presidente di Ispra e Snpa, segna il ritorno dell’Italia, dopo oltre trent’anni, a un investimento strategico nella conoscenza delle proprie risorse minerarie. Ispra contribuisce con dati e competenze che evidenziano il legame tra minerali critici e filiere strategiche (batterie, magneti, acciai speciali, ceramiche) essenziali per la competitività industriale. È un passaggio decisivo per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, sostenere l’innovazione e coniugare sviluppo e tutela ambientale, offrendo al Paese una concreta opportunità di crescita sostenibile».
La partecipazione di Deloitte all’iniziativa testimonia l’impegno nel favorire il dialogo tra arte, ricerca scientifica, istituzioni e imprese. «Abbiamo scelto di collaborare alla realizzazione di questa iniziativa, ha detto il ceo di Deloitte Italia Fabio Pompei, con l’obiettivo più ampio di stimolare una riflessione sui temi dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità e delle transizioni che interessano tutti i settori della nostra economia. In questa chiave, la collaborazione tra istituzioni e settore privato può diventare un motore di crescita e sviluppo in uno scenario globale che sta cambiando sempre più rapidamente».
La mostra si potrà visitare dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 20, fino al 31 luglio e dal primo settembre fino all’11 settembre.
Da sinistra: Fabio Pompei, Maria Alessandra Gallone e Adolfo Urso