«Particolare» (1972) di Giovanni Anselmo (particolare)

Foto di Paolo Mussat Sartor

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«Particolare» (1972) di Giovanni Anselmo (particolare)

Foto di Paolo Mussat Sartor

Al MaXXI l’ultimo tocco di Anselmo

Dopo il Guggenheim di Bilbao arriva in Italia l’ultima mostra a cui l’artista recentemente scomparso ha lavorato: 25 opere esemplari della sua ricerca nei segreti della materia

Dal 21 giugno al 6 ottobre, 25 lavori esemplari della ricerca di Giovanni Anselmo (1934-2023) nei segreti della materia e delle energie, sono allestiti nei flessuosi ambienti del MaXXI, nella mostra «Oltre l’orizzonte», a cura di Gloria Moure. La curatrice spagnola, specialista dell’artista morto il 18 dicembre 2023, aveva firmato anche la curatela della mostra di Anselmo presso il Guggenheim Bilbao nel febbraio-maggio di quest’anno, programmando, assieme all’artista stesso, questo secondo appuntamento a Roma. 

Per tutta la sua lunga vita, Anselmo ha perseguito la linea contemplativa dell’Arte povera e dell’Arte concettuale. Fulcro della sua ricerca, l’oggettivazione in materie povere e forme elementari, di energie, dinamiche, tensioni e torsioni naturali, ma anche di idee di infinito e di invisibilità. Altrove è la magia della rappresentazione artistica come atto di vita ad attrarlo: nella fotografia del 1971 «Entrare nell’opera», lo si vede correre in un prato, dopo aver regolato un autoscatto nel tempo necessario a «entrare nell’opera». In «Senza titolo (struttura che mangia)» del 1968, due blocchi di granito grigio sono tenuti in equilibrio da un cespo di lattuga in attiva decomposizione. In «Particolare» (1972), tale termine è proiettato sulla sua mano, indicando così oggettivamente un particolare dell’immenso universo. In altre opere, come «Direzione» del 1967, un ago magnetico è integrato in un blocco di pietra, nell’intento di rappresentare, con la massima icasticità possibile, le grandi direttrici della natura e della vita. 

Dai primi anni Ottanta l’artista avvia il ciclo di installazioni a base di parallelepipedi di pietra, sovente in granito, posti in relazione con il colore più misterioso, il blu oltremare. L’ultima opera di questa serie è anche l’ultima realizzata da Giovanni Anselmo, concepita proprio per la mostra di Bilbao, e quindi di Roma: «Mentre verso l’oltremare il colore solleva la pietra». Come tutte le opere in mostra, anche questa ha il suo nuovo battesimo spaziale nel rapporto, che Anselmo aveva già immaginato originale, con gli ambienti disegnati da Zaha Hadid.

«Lato destro» (1970) di Giovanni Anselmo. Foto di Paolo Mussat Sartor. Cortesia dell’Archivio Anselmo

Guglielmo Gigliotti, 19 giugno 2024 | © Riproduzione riservata

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Al MaXXI l’ultimo tocco di Anselmo | Guglielmo Gigliotti

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