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Umberto Boccioni, «Cavallo + cavaliere + case», 1914, Milano, Castello Sforzesco, Gabinetto dei Disegni

© Comune di Milano [Au. C 88]

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Umberto Boccioni, «Cavallo + cavaliere + case», 1914, Milano, Castello Sforzesco, Gabinetto dei Disegni

© Comune di Milano [Au. C 88]

Al Castello Sforzesco il disegno da Leonardo a Keith Haring

Nelle Salette della Grafica della fortezza milanese sono esposti oltre 60 capolavori selezionati tra gli oltre 30mila fogli dal ’400 al ’900 conservati al Gabinetto dei Disegni

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Il Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco è uno dei grandi tesori delle Civiche Raccolte d’Arte di Milano, ricco com’è di oltre 30mila opere su carta che dal ’400 (e anche prima: c’è un disegno su pergamena, 1380 ca, di probabile mano di Agnolo Gaddi) giungono fino al ’900: come dire, da Leonardo a ieri, passando per i grandi maestri di ogni secolo, da Giovan Battista Tiepolo ad Andrea Appiani, a Umberto Boccioni, con un’accentuata ma non esclusiva presenza di autori lombardi. È però un’istituzione poco nota al grande pubblico a causa della fragilità del suo patrimonio, che per ragioni di conservazione può essere esposto ben raramente.

La mostra «Passione disegno. Da Leonardo da Vinci a Keith Haring», curata da Alessia Alberti, Simona Maniello e Francesca Mariano, visibile nelle Salette della Grafica del Castello dal 26 giugno al 27 settembre, offre perciò un’occasione rara per conoscere oltre 60 fra i suoi capolavori e per ricostruire al tempo stesso la storia di quest’istituto, che prese il via già nei primi anni postunitari. Fu infatti nel 1862 che lo scultore Pompeo Marchesi donò alla collettività le sue raccolte grafiche, subito seguito dal funzionario Antonio Guasconi poi, nel 1865, dal nobiluomo Gian Giacomo Attendolo Bolognini. Dove sistemare questi doni così vulnerabili fu il problema che si pose subito all’amministrazione civica, fino a che, nel 1900, non furono collocati nel Castello Sforzesco (nel frattempo salvato dalla demolizione e restaurato dall’architetto Luca Beltrami, per farne, di concerto con la Città, la sede delle memorie e delle collezioni d’arte di Milano). Qui nel 1920 fu istituito il Civico Gabinetto dei Disegni, nel quale i disegni si trovano tuttora (dal 1972 in uno spazio appositamente progettato dagli architetti Albini-Helg-Piva). A quelle prime donazioni si sarebbero sommati e continuano tuttora a sommarsi altri doni e lasciti oltre ad acquisizioni mirate, in un continuo arricchimento di un patrimonio che include un ambito molto vasto di fogli, dai disegni funzionali e progettuali a veri capolavori, compiuti e autonomi.

La mostra, che è frutto degli studi condotti in vista della pubblicazione della guida «I grandi nuclei collezionistici del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco» (SAGEP, italiano e inglese), ha coinvolto per il progetto grafico gli studenti della Civica Scuola Arte & Messaggio, mentre ai docenti di SUPER-Scuola Superiore d’Arte Applicata del Castello Sforzesco è affidata la conduzione dei workshop (seguiranno le date) destinati agli adulti che desiderino formarsi nella pratica del disegno.  Come ha commentato l’assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi, «“Passione Disegno” è un’occasione speciale per avvicinarsi a uno dei tesori meno conosciuti del Castello Sforzesco. Attraverso i disegni di grandi maestri, da Leonardo a Keith Haring, il percorso racconta il disegno come un linguaggio universale, capace di attraversare cinque secoli di ricerca artistica. Sono felice che il progetto coinvolga anche gli studenti delle nostre scuole civiche: è un modo concreto per mettere in dialogo il patrimonio della città con lo sguardo e la creatività delle nuove generazioni».

Leonardo da Vinci e atelier, Studi anatomici e di figure, inizio secondo decennio del XVI secolo, Milano, Castello Sforzesco, Gabinetto dei Disegni

Ada Masoero, 26 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

Al Castello Sforzesco il disegno da Leonardo a Keith Haring | Ada Masoero

Al Castello Sforzesco il disegno da Leonardo a Keith Haring | Ada Masoero