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Una sala del percorso espositivo.

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Una sala del percorso espositivo.

A Pescara l’Ottocento guarda alla modernità

La collezione del Museo dell’Ottocento – Fondazione Di Persio-Pallotta riunisce oltre un secolo di pittura italiana e francese, tra paesaggio, realismo e nuove forme di osservazione della realtà

Rosalba Cignetti

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Nel centro storico di Pescara, l’ex sede della Banca d’Italia custodisce un viaggio attraverso il XIX secolo europeo. Inaugurato nel 2021, il Museo dell’Ottocento – Fondazione Di Persio-Pallotta nasce dalla collezione costruita in oltre trent’anni da Venceslao Di Persio e Rosanna Pallotta e riunisce un nucleo di opere dedicato alla pittura italiana e francese dell’Ottocento. Il percorso attraversa un secolo di trasformazioni artistiche, sociali e culturali mettendo in relazione scuole e linguaggi diversi.

Dalla grande stagione della pittura napoletana alla ricerca sul vero, dal paesaggio alla rappresentazione della vita quotidiana, le sale ricostruiscono il passaggio verso una nuova osservazione della realtà che attraversò l’arte europea dell’Ottocento. Tra i nuclei principali della raccolta figurano le opere di Antonio Mancini e Michele Cammarano, due protagonisti della pittura italiana del secondo Ottocento. Mancini, formatosi a Napoli e poi attivo in un contesto internazionale, porta nella pittura una ricerca fondata sulla materia, sulla luce e sull’intensità psicologica dei soggetti. Cammarano racconta invece l’evoluzione del realismo italiano, dalla pittura di storia alla rappresentazione della società e del paesaggio.

Il confronto con la Francia apre il percorso alla trasformazione della pittura europea prima dell’Impressionismo. Le opere legate alla Scuola di Barbizon documentano il nuovo rapporto con la natura e il paesaggio, quando gli artisti iniziarono a uscire dagli atelier per osservare direttamente boschi, campagne e variazioni della luce. La collezione comprende lavori di artisti come Gustave Courbet, Théodore Rousseau, Narcisse Virgilio Díaz de la Peña, Charles-François Daubigny, Jules Dupré e Paul Huet, figure centrali nella ridefinizione della pittura di paesaggio ottocentesca.

Accanto ai dipinti, il museo conserva anche una raccolta di cornici dal XVI al XIX secolo, considerate parte integrante del progetto collezionistico: non semplici elementi decorativi ma testimonianze del gusto, della committenza e della storia materiale delle opere. Un percorso che restituisce l’Ottocento come un secolo di passaggi, in cui tradizione e modernità convivono preparando molte delle trasformazioni dell’arte contemporanea.

Rosalba Cignetti, 17 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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