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Laura Lombardi
Leggi i suoi articoliIn attesa dell’apertura della mostra che, dal 6 ottobre all’11 aprile 2027 porta a Roma, a Palazzo Braschi, oltre 140 opere dalla Nakamura Keith Haring Collection, la più grande collezione privata al mondo dedicata all’artista americano, insieme a importanti prestiti pubblici e privati e nei tempi che corrono, di pensieri fortemente divisivi, la proiezione, nella versione integrale prodotta da Andrea De Gioia e diretta da Andrea Soldani, del documentario che segue la realizzazione dello storico murale «Tuttomondo» di Keith Haring è davvero un’occasione unica. Sarà proiettato il primo ottobre alle h. 18 al Cinema Moderno (via Vittorio Emanuele II) nell’ambito del Lucca Film Festival 2026 e consentirà di ripercorrere un momento significativo dell’ultima stagione creativa dell’artista (Reading, Stati Uniti, 1958-New York, 1990), mito di un’intera generazione (e non solo), e riflettere sul suo richiamo all’uguaglianza e all’unità degli esseri umani, oltre ogni barriera di provenienza, religione e orientamento sessuale.
Tutto nasce da quell’inverno 1987 quando, nel Greenwich Village di New York, gli imprenditori Piergiorgio Castellani e il padre Roberto incontrano Haring, allora trentunenne ma già noto sulla scena internazionale, protagonista di documenta a Kassel, della Biennale del Whitney, della Biennale di Venezia e dell’intervento sul Muro di Berlino. La proposta di realizzare un murale in Toscana è subito accettata dall’artista che pensa a Firenze, ma lì il progetto non avrà seguito e sarà quindi Pisa ad accogliere la proposta. Il luogo destinato a ospitare quell’intervento pubblico così significativo viene individuato nel muro laterale del convento di Sant’Antonio Abate, nel cuore della città, a pochi passi dalla stazione ferroviaria; il priore del convento, Padre Luciano Masetti, accetta, cogliendo l’importanza di far entrare il dialogo il linguaggio urbano di Haring con la parete di un edificio religioso.
Un fotogramma da «Tuttomondo», 2026 © Keith Haring Foundation courtesy of Andrea De Gioia-Young B&V
Un fotogramma da «Tuttomondo», 2026 © Keith Haring Foundation courtesy of Andrea De Gioia-Young B&V
A quel punto tre giovani filmmaker pisani, De Gioia, Soldani e Roberto Burchielli, fondatori dell’allora «Interference» (dal 2001 «Young»), decidono di seguire per quattro giorni con la macchina presa ogni fase della creazione, con centinaia di persone che guardano Haring al lavoro, dando vita a un vero e proprio happening, nell’era antecedente i social network, testimonianza del rapporto diretto tra l’artista e la città di Pisa, che lo accolse in modo spontaneo e inaspettato. La partecipazione del pubblico diviene così parte integrante della storia del documentario «Tuttomondo», la cui realizzazione fu sostenuta dallo stesso Haring, che non potrà però vederlo concluso, morendo nel febbraio del 1990.
Come nota Alessandro Romanini, curatore del Lucca Film Festival 2026 «Arte e Musica sul Grande Schermo» (la rassegna nel cui ambito si svolge questa proiezione), Haring, prossimo alla fine, esprime il desiderio di «lasciare ai posteri un indimenticabile messaggio di unione e fratellanza nella Toscana dei maestri rinascimentali e della cultura umanistica». Grazie al prezioso contributo di Adrian Wilson, curatore di una delle più importanti collezioni di opere digitali (con opere, tra gli altri, di David Hockney, Larry River e Jennifer Bartlett) eseguite al Paintbox negli anni Ottanta, dall’insieme delle opere contenute in questo film riscopriamo un patrimonio digitale rimasto invisibile per oltre trent’anni. Vi compaiono infatti 70 disegni e animazioni digitali, realizzati per «Tuttomondo» e recuperati nel 2023 durante il lavoro di ricostruzione degli archivi originali: materiali da cui emerge l’interesse pionieristico di Haring per i linguaggi digitali e l’esplorazione di nuove forme espressive, pur nella consapevolezza dell’inesorabile prossima fine. ù
La versione è praticamente inedita perché è stata finora oggetto solo di una proiezione privata nel 2025 a New York presso «The Center» (storico punto di riferimento della comunità Lgbtq+).
De Gioia, Soldani e Piergiorgio Castellani, protagonista dell’incontro che portò Keith Haring a realizzare l’opera, saranno presenti all’evento, organizzato il primo ottobre in occasione della proiezione, moderato da Alessandro Romanini, coorganizzato con Lucia Maffei, e al quale parteciperanno Massimo Marsili, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, e Paolo Bolpagni, direttore della Fondazione Ragghianti Lucca (ingresso libero previa prenotazione).