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Redazione GdA
Leggi i suoi articoliMarianne Wild, titolare dell’omonima galleria di Ripa Teatina e Zurigo, si tramuta in impresaria per una riunione di pugilato: questo il tema di una collettiva, «Incontro tra arte e boxe» aperta dal 9 luglio al 20 luglio, e da lei organizzata presso la Torre di Porta Gabella.
I «match» sono sei, e accoppiano ciascuno un artista affermato e un giovane da lui stesso scelto, con opere sul tema della «nobile arte».
Nicola Maria Martino e la sua pittura visionaria e neometafisica sono abbinati a Elay Li, Enzo Indaco, pittore, al figlio Luca, Enrico Pulsoni, che estende la sua ricerca alla scultura, a Jacopo Pannocchia, Sebastiano Guerrera, con la sua raffinata figurazione, a Gabriele Cesaretti, mentre un altro scultore, Franco Politano, si misura con Olanda Russo.
Non mancano i performer, in un abbinamento generazionale tra Angelo Pretolani ed Elena Marini.
Gli incontri, organizzati in occasione del Premio Rocky Marciano, sono «arbitrati» da Antonello Trova, curatore e autore del testo in catalogo.
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Dal 16 al 19 luglio Roma ospita Agorà – Culture Digitali, il nuovo forum dedicato alle industrie creative e alle tecnologie culturali, che dialoga con Videocittà, il festival internazionale della videoarte e dell'audiovisivo. Quattro giorni di incontri, installazioni e sperimentazioni raccontano come intelligenza artificiale, arti digitali, design e nuovi media stiano ridefinendo il rapporto tra cultura, innovazione e produzione creativa.
Celebre in tutto il mondo per La scimmia nuda, Desmond Morris è stato anche uno degli ultimi protagonisti storici del Surrealismo. Pittore, zoologo e scrittore, ha costruito per oltre ottant'anni un linguaggio figurativo autonomo, alimentato dalla biologia, dall'etologia e dall'automatismo surrealista. Una figura eccentrica che ha attraversato il Novecento mantenendo intatta l'ambizione originaria del movimento fondato da André Breton.
Fino al 31 agosto la piazza dell'ex Seminario Arcivescovile ospita otto monumentali sculture site-specific che reinterpretano la memoria storica del luogo. L'installazione, curata da Valentina Ciarallo, inaugura il calendario dell'Estate Italiana con eventi culturali, musica, benessere e design
Dopo 35 anni di assenza dall'Italia, «Danse du Pan-Pan à Monico» di Gino Severini, in prestito dal Centre Pompidou, arriva a Cortona per la mostra «Gino Severini. Modernità come dialogo». La grande tela, replica realizzata dall'artista tra il 1959 e il 1960 dell'originale perduto del 1911, torna così nella città natale del pittore, offrendo l'occasione di riscoprire uno dei capolavori del Futurismo



