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Michela Moro
Leggi i suoi articoliStipi e cassettiere sono un classico dell’arredamento, evocano ricordi, segreti e tempi passati e abbondano, con esemplari di eccezionale valore, nel Museo Poldi Pezzoli. Aggiungendo a questi i classici del contemporaneo, come Side 1 di Shiro Kuramata del 1970 o i Ventisette cassetti di Ettore Sottsass del 2001, si ha una ragione in più per percorrere le sale della casa museo.
«Quasi segreti. Cassetti tra Arte e Design» è una riflessione su questi elementi funzionali capaci di contenere, ordinare e nascondere obbligando a gesti semplici e rituali che provocano emozioni.
I pezzi di Alessandro Mendini, Alik Cavaliere e Mario Botta sono accolti e installati tra quelli della collezione: «piccole wunderkammer, dichiara la direttrice del museo Annalisa Zanni, realizzate in materiali rari e preziosi e destinate ad accogliere oggetti “speciali” nei loro cassetti molte volte introvabili, se non per chi li creava e li possedeva».
La mostra è l’occasione per scoprire dettagli curiosi dell’arredare attraverso stipi napoletani del 1600 decorati da placche d’avorio incise con carte geografiche, mobili a bambocci, si chiamano proprio così, decorati con i putti e lo stipo superstar del XVII secolo di ebano e pietre dure, uno dei mobili più celebri del Museo.
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