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Maurita Cardone
Leggi i suoi articoliDopo oltre cinque anni di lavori e un completo ripensamento e riallestimento dell’esposizione, dal 20 novembre tornano finalmente accessibili al pubblico le gallerie del Metropolitan Museum of Art di New York dedicate alla pittura europea dal 1300 al 1800. Con una spesa di oltre 150 milioni di dollari, la reinstallazione è una pietra miliare per l’istituzione e offre una nuova prospettiva sulla vasta collezione d'arte europea.
Per connettere tra loro le oltre 700 opere che compongono una delle più vaste raccolte al mondo di arte europea e che costituiscono il nucleo fondante della collezione del Met, i curatori hanno adottato «un approccio nuovo», dichiarano, abbandonando la classificazione geografica che caratterizzava la precedente installazione e preferendo invece seguire un’impostazione cronologica che, al tempo stesso, organizza le opere seguendo nuclei tematici. Il risultato è un viaggio dinamico e coinvolgente attraverso l'arte europea che evidenzia connessioni e contrasti tra periodi e stili diversi. Dalla ricerca di canoni del Rinascimento alle rivoluzioni dello spirito dell’era romantica, il riallestimento esplora l’evoluzione dell’arte europea ripercorrendo le trasformazioni politiche e sociali ed enfatizzando le influenze interculturali. Le 45 sale diventano così una lezione di storia, oltre che un’esplorazione dell’evoluzione della pratica e delle tecniche artistiche nel corso dei secoli.
La collezione europea ha un posto centrale nel percorso museale. L’ingresso è infatti in cima alla scalinata centrale che si imbocca dall’atrio, proprio davanti all’ingresso principale. La galleria che accoglie i visitatori è un ampio spazio alle cui pareti campeggiano tre dipinti monumentali di Giovanni Battista Tiepolo e che, attraverso riproduzioni di alcune mappe d’epoca, prova a definire i confini geografici della collezione in relazione alla natura dinamica dei confini europei e dell’influenza globale delle antiche civiltà sorte sulle coste del Mediterraneo. Il percorso si dispiega poi tra dipinti a tema biblico, ritratti di nobili e notabili delle diverse epoche, scene di vita quotidiana, paesaggi, tra cui emergono le decine di celebri capolavori che rendono la collezione unica al mondo, tra cui Caravaggio, Correggio, Raffaello, Vermeer, Rembrandt, El Greco, Goya (degli ultimi due il Met possiede la più vasta collezione fuori dalla Spagna).
Il riallestimento porta anche i segni di un approccio contemporaneo più sensibile alla diversità delle produzioni e rappresentazioni culturali, dando maggiore spazio alle artiste donne e con focus tematici sulla produzione artistica dei territori coloniali. All’interno del percorso espositivo trovano così spazio, qua e là, questioni di classe, identità, religione e genere che invitano a ripensare quello che sappiamo della storia europea.
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