Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Veronica Rodenigo
Leggi i suoi articoliVenezia. La sede lagunare della Fondazione Prada, Ca’ Corner della Regina, in concomitanza con la Biennale di Architettura propone un’iniziativa allineata con le attività della nuova sede milanese firmata da Rem Koolhaas, interrogandosi sulle modalità con cui un’istituzione di arti visive può dialogare con il cinema, al di là di retrospettive e festival.
Con il progetto «Belligerent Eyes» Ca’Corner ospita infatti da fine maggio a settembre una scuola di cinema in cui sperimentare nuove prospettive d’insegnamento e approfondimento attraverso workshop, incontri e seminari.
Oltre a una rete internazionale di docenti e professionisti sarà coinvolto un gruppo di studenti di varie discipline, dal cinema all’architettura, dal giornalismo alla comunicazione digitale. Lo scopo è di superare i sistemi educativi tradizionali, riflettendo sulle trasformazioni sociali e culturali che hanno investito la produzione audiovisiva contemporanea, ponendo le basi per ricerche innovative nello studio del cinema, nella sua realizzazione e distribuzione.
Ca’ Corner della Regina Fondazione Prada, Santa Croce 2215, tel. 041 8109161,
www.fondazioneprada.org, «Belligerent Eyes», dal 27 maggio all'11 settembre
Ca' Corner della Regina, sede veneziana della Fondazione Prada
Belligerent Eyes | 5K Confinement: an Experimental Media Research Facility at Fondazione Prada in Venice. Foto: Jacopo Farina
Altri articoli dell'autore
A Pieve di Cadore la prima di due mostre focalizzate su un aspetto ancora trascurato: la raffigurazione del paesaggio nella produzione tizianesca
Un progetto a cura di Luigia Lonardelli con l’Archivio Storico-Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee, per mesi ha messo in dialogo Oriente e Occidente, con un itinerario che, partito in Cina, è ora in India. Nel 2026, destinazione Mongolia (e, per l’Asac, una nuova sede all’Arsenale)
Alla Fondazione Querini Stampalia il primo capitolo di un’indagine sulla temporalità dell’architettura, sulla sua capacità di essere tanto costruzione quanto apparizione
Dopo un restauro di otto mesi il dipinto, acquistato dallo Stato nel 2021, trova finalmente posto a Palazzo Grimani, rinsaldando il legame storico tra la famiglia e il pittore napoletano



