Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

La Sala di Ercole a Palazzo Pitti a Firenze

Image

La Sala di Ercole a Palazzo Pitti a Firenze

Per la prima volta nella Sala di Ercole

Ha riaperto a Palazzo Pitti il «Quartiere del Volterrano»

Laura Lombardi

Leggi i suoi articoli

Dopo mesi di restauro nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti ha riaperto il «Quartiere del Volterrano» (dal soprannome del pittore del ’600 Baldassare Franceschini), l’ala della reggia dove erano le stanze private della granduchessa Vittoria della Rovere.

Nella Sala delle Allegorie, affrescata appunto dal Volterrano, le pareti accolgono due celebri dipinti dello stesso pittore («Burla del Pievano Arlotto» e l’«Amore venale») e di altri artisti, mentre al centro è il marmo ottocentesco di Emilio Zocchi raffigurante «Michelangelo bambino». Si passa poi alla Sala delle Belle Arti dove si trova il «Cristo risorto» di Rubens.

Accessibile per la prima volta al pubblico è la Sala di Ercole affrescata da uno dei grandi protagonisti del Neoclassicismo, Pietro Benvenuti, con le «Fatiche di Ercole». Altro maestro della stagione neoclassica è Luigi Ademollo, nella Sala dell’Arca (che si affaccia sulla cappella delle Reliquie per la devozione privata della granduchessa), con la «Processione guidata da re David con l’Arca dell’Alleanza»; infine si accede alla Sala della Musica, da cui ci si può riconnettere al percorso di visita della Galleria Palatina.

La Sala di Ercole a Palazzo Pitti a Firenze

Laura Lombardi, 10 ottobre 2020 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Casa Buonarroti dedica una mostra al restauro di un dipinto dal soggetto molto particolare, la collocazione del busto del sommo scultore sulla tomba di Santa Croce, commissionato dal pronipote al figlio di Santi di Tito

Nel Fortino Pietro Leopoldo I a Forte dei Marmi (Lu) 39 dipinti ricostruiscono l’immagine dell’arte a Napoli dopo la morte di Caravaggio, che vi soggiornò nel 1606-07 e nel 1609-10

Il Museo Novecento presenta circa 170 opere dell’artista tedesco, che coglie l’occasione per proporre un incitamento, un monito a guardare avanti

Dopo il successo di Beato Angelico e il maestro espressionista, Arturo Galansino annuncia che l’istituzione da lui diretta a Firenze continuerà a dedicarsi sia al contemporaneo sia ai maestri storici che poi diventano, di fatto, un fenomeno di cultura contemporanea

Per la prima volta nella Sala di Ercole | Laura Lombardi

Per la prima volta nella Sala di Ercole | Laura Lombardi