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Guglielmo Gigliotti
Leggi i suoi articoliNapoli. A otto anni dall’inaugurazione del Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch, gli spazi dell’istituzione voluti da Beppe Morra cambiano allestimento. «Arena. Opera all’opera» è il titolo di questa seconda stagione di un progetto che si radica nel 2008, con la nascita del museo voluto dal collezionista e mecenate napoletano, ma che risale al ’74, anno della nascita dello Studio Morra e della prima mostra tenuta dal protagonista dell’azionisno viennese nella città partenopea.
Dal 23 aprile una nuova collezione di «relitti» degli happening svolti da Nitsch a partire dal 1961, quando fondò il Teatro delle Orge e dei Misteri, troveranno collocazione nel museo, in concomitanza con il settantesimo compleanno di Morra. Il museo, a sua volta, venne inaugurato, come detto nel 2008, ma anche lì il giorno di un compleanno, quello di Nitsch, il 13 settembre.
Le convergenze cronologiche sono riferimenti importanti per la coppia di sodali viennese-napoletana, che con l’occasione celebrano anche un’amicizia nel nome dell’arte. Se Nitsch ha aperto lo sguardo a Beppe Morra sulle insondabili profondità dell’inconscio nel suo rapporto con le ritualità antiche e nuovissime dei «sacrifici», Morra ha portato Nitsch nella più viscerale della città d’Europa, facendogli scoprire una seconda patria, paradossalmente agli antipodi della prima.
Vienna e Napoli, così diverse, si ritrovano quindi in quel principio, molto caro a Nitsch e molto vivo nell’animo partenopeo, dell’unione degli opposti, che è da sempre ritenuto il capolavoro della vita.
2008, Hermann Nitsch e Giuseppe Morra, Museo Nitsch, Napoli © Fondazione Morra
Guglielmo Gigliotti
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