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Camilla Bertoni
Leggi i suoi articoliMisaki Kawai nasconde nelle sue opere di pittura, scultura e disegno, contenuti più complessi di quanto il linguaggio naïf potrebbe far apparire a prima vista. L’artista, che è nata in Giappone nel 1978 e vive tra il suo Paese di origine e gli Stati Uniti, attualmente di stanza a Copenaghen, è la protagonista della personale, la sua prima in Italia, allo Studio d’arte Raffaelli di Trento (fino al 5 aprile, Palazzo Wolkenstein, su appuntamento, info@studioraffaelli.com).
«Fluffy Paws», zampette soffici, è il titolo della mostra che raccoglie una serie di opere realizzate per questa esposizione, con alcune sculture morbide e una quindicina di dipinti su tela. L’immaginario infantile contaminato con lo stile dei fumetti manga, il linguaggio immediato dai colori sgargianti, l’introduzione di parole dalla lingua madre o dalla seconda lingua, l’inglese, ripetute insistentemente, sono gli elementi su cui si basa il suo personale linguaggio.
Con un curriculum espositivo di spessore alle spalle, che va dal PS1 di New York a Copenaghen, passando per istituzioni pubbliche come l’Institute of Contemporary Art di Boston o il Watari Museum of Contemporary Art di Tokyo, la giovane artista ha collaborato anche con marchi molto popolari, come Ikea o Tiger, per alcune serie di abiti e oggetti, rendendo universalmente note le sue icone. La mostra è accompagnata da un catalogo e da una «limited edition» di oggetti in ceramica.
«Blueberry night», 2021, di Misaki Kawai
Camilla Bertoni
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