Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Mauro De Iorio, nato a Trento nel 1951. Foto Alessandro Gadotti

Image

Mauro De Iorio, nato a Trento nel 1951. Foto Alessandro Gadotti

Mauro De Iorio radiologo museofilo

Il medico collezionista vuole trasformare i suoi ambulatori in tre piccoli musei di arte contemporanea

Camilla Bertoni

Leggi i suoi articoli

Entrato nel mondo del collezionismo con lo sguardo di un radiologo, la sua prima professione, oggi Mauro De Iorio, medico trentino, desidera una sola cosa: fare in modo che i 600 pezzi che compongono la sua raccolta di arte contemporanea siano sempre più visibili, a beneficio suo e di tutti coloro che mostrano interesse verso il linguaggio della contemporaneità. Così come ha fatto lui da quando ha iniziato, acquistando nel 2002 un’opera di Giulio Paolini e restando affascinato da Francesco Clemente: fino a quel momento non sapeva nemmeno chi fossero, confessa.

E oggi il suo progetto, dopo che ha aperto due spazi espositivi a Trento (una delle tre città, insieme a Rovereto e Verona, dove si trovano i suoi centri diagnostici) è quello di aprirne uno nuovo nella zona industriale di Verona, in una vecchia segheria degli anni ’30 dove ancora una volta si affiancheranno medicina e arte, diventata il primo interesse del radiologo collezionista. «A marzo, spiega, sarà completato il restauro dell’edificio, nel quale Petrit Halilaj allestirà la grande installazione RU portata al New Museum di New York nel 2017».

Attorno a essa si potrà dipanare il racconto eterogeneo dell’arte secondo De Iorio, espressione di una passione senza pregiudizi, messo insieme comprando una ventina di opere all’anno seguendo l’istinto e la propria partecipazione emotiva. Molti artisti giovani, ma anche autori che hanno già avuto importanti riconoscimenti e altri storicizzati, come Icaro, Carla Accardi, Baruchello, Tony Cragg, Gina Pane, Sol LeWitt, Spalletti, le cui opere sono messe in dialogo con altre più recenti, da Matthew Barney a David Altmejd, Monica Bonvicini, Shilpa Gupta, Ryan Gander o Andrea Fontanari. Pensando forse, nel futuro, a un progetto espositivo anche più organico e strutturato.
 

Mauro De Iorio, nato a Trento nel 1951. Foto Alessandro Gadotti

Camilla Bertoni, 24 febbraio 2021 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

In attesa del ritorno, a fine febbraio, delle due tele del maestro veneziano attualmente in restauro, sono esposti due dipinti e un manoscritto miniato dell’artista belga

La Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo di Vicenza celebra l’opera del grande fotografo sudafricano con una galleria di ritratti di individui incontrati negli anni, in diversi contesti geografici e sociali

Tra i progetti annunciati, l’apertura della Porta Veronensis, antico ingresso monumentale alla Tridentum romana, e la prima monografica sul pittore barocco Nicolò Dorigati nel museo da poco riallestito

Dopo 1.500 ore di restauro, è stata ricomposta la riproduzione della scena del Teatro Olimpico di Palladio realizzata nel 1948 in scala quasi reale

Mauro De Iorio radiologo museofilo | Camilla Bertoni

Mauro De Iorio radiologo museofilo | Camilla Bertoni