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Le lezioni di morale si fanno per immagini

Luca Scarlini

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Nella collana economica «Gli Adelphi» ritorna, con numerose aggiunte, il capitale Libro degli Emblemi di Andrea Alciato, nell’ottimo lavoro di cura di Mino Gabriele. La relazione tra parola e immagine, che rende spesso complessa la decifrazione di allegorie e simbologie nelle opere dei secoli passati, è qui riassunta con una proposta che fu subito destinata a vasta fama e circolazione. Nel libro l’erudito lombardo (1492-1550), facendo riferimento alla tradizione classica e ai modelli di comunicazione geroglifica, connette le raffigurazioni e i loro simboli a un ammaestramento morale, presentando la sua visione dei caratteri umani, tra virtù e vizi. Il volume uscì, in due diverse redazioni, nel 1531 e nel 1534, prima come raccolta di epigrammi, poi con illustrazioni, ottenendo subito grande successo. I fatti editoriali determinano peraltro complessità filologiche notevoli di cui il commento dà precisa notizia. Il testo venne compiuto quindi dopo due fatti epocali di quel tempo: lo scisma protestante e il sacco di Roma del 1527. Alciato ne riassunse approfonditamente le scelte iconografiche. In breve si diffusero in tutta Europa rifacimenti e rivisitazioni, tra cui il Pegma di Pierre Coustau, uscito a Lione nel 1555. Con questo testo s’inaugurava quella fortunata linea di studi sui simboli e le loro risonanze che porterà all’altrettanto influente Iconologia di Cesare Ripa (1593).

Il libro degli Emblemi. Secondo le edizioni del 1531 e del 1534, di Andrea Alciato, 744 pp., ill., Adelphi, Milano 2015, € 22,00

Luca Scarlini, 29 aprile 2015 | © Riproduzione riservata

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