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Kore multicolor

Luana De Micco

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Studi recenti del Centre de recherche et de restauration des musées de France hanno permesso di individuare tracce di pigmenti rossi, blu e verdi su uno dei capolavori dell’arte greca arcaica, conservato al Musée des Beaux-Arts: il busto di marmo di una kore («fanciulla» in greco antico, il pendant femminile del maschile kouros) del V secolo a.C. rinvenuto sull’Acropoli di Atene. L’elegante kore di Lione giunta fino a oggi di un colore immacolato, era dunque in realtà coperta di colori. Le tracce di pigmenti osservate dagli esperti al videomicroscopio sono minime, ma abbastanza per elaborare un’ipotesi fondata di come fosse in passato la bella fanciulla.

Mostrare i risultati di queste analisi portate avanti sul busto, ma anche su frammenti di un braccio e delle gambe conservati ad Atene, e ricostruire il «vero» aspetto della statua, che i visitatori possono vedere in un video, è l’obiettivo dell’esposizione «I colori della kore. Sguardo su un’opera» (dal 3 dicembre al 29 febbraio).

La fanciulla di Lione indossa tunica (chitone) e mantello (himation), secondo la moda ionica, grandi orecchini a grappolo e tra le mani un’offerta per la dea Atena. Il volto, incorniciato da lunghe trecce che scendono ai lati delle spalle, si illumina di un bel sorriso. Sulla schiena tracce di colore rossastro sui capelli. Anche i «ricami» degli abiti della fanciulla erano in origine dipinti di verde e di blu.

Luana De Micco, 10 dicembre 2015 | © Riproduzione riservata

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Kore multicolor | Luana De Micco

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