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Il verde di Pastoureau

Luca Scarlini

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Michel Pastoureau da decenni continua la sua affascinante storia dei colori, del modo in cui essi sono venuti a far parte del mondo e ne hanno determinato simbologie e immagini. Esce ora da Ponte alle Grazie, fedele alle ricerche dello studioso francese, il notevole Verde, che aggiunge ulteriori percorsi dopo i monumentali tributi a blu e nero. In copertina è lo squisito dettaglio di un affresco della villa di Livia, con un uccellino posato sulla fronda di un albero. Dalla passione naturalistica dei Romani, trionfante nella tecnica sofisticata dei trompe l’œil, si dipana un racconto che connette in una medesima percezione ambiti lontani, nel tempo e nello spazio, Sotto quella insegna si compiono i turbolenti giochi all’ippodromo, che continueranno poi a Bisanzio, e qui il colore diventa la bandiera del popolo, mentre i blu sono i favoriti degli aristocratici. Dall’assoluto dell’Islam, sempre fregiato di caratteri del Corano, alla finezza delle miniature e degli smalti cloisonnés, il mondo si circonda di questa tinta, che è di volta in volta aggressiva o riposante. Ci vuol poco, spiega l’autore, a trascorrere dalla dolce quiete di un prato virgiliano, alla retorica dell’amor cortese che celebra la gioventù al corteggio di Satana, in cui l’invidia e altre passioni d’astio hanno lo stesso aspetto. In Francia la mitologia della morte di Molière ha portato una fama di menagramo al verde, perché in quelle vesti egli sarebbe deceduto in scena, recitando Il malato immaginario. Ogni Paese d’altra parte ha le sue scaramanzie di scena: in Spagna è vietato sul palcoscenico il giallo e in Italia il viola, connesso a memorie di sottane ecclesiastiche, che rendevano grama la vita dei comici. La storia si dipana quindi sotto il segno della metamorfosi, giungendo fino all’attualità, che riverbera ulteriori sensi del discorso.

Verde. Storia di un colore, di Michel Pastoureau, trad. di Guido Calza, 240 pp., ill., Ponte alle Grazie, Milano 2013, € 29,80

Luca Scarlini, 25 febbraio 2015 | © Riproduzione riservata

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