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Laura Lombardi
Leggi i suoi articoliPrende il via alla Galleria dell’Accademia a Firenze il restauro della Sala del Colosso, prima grande sala del percorso espositivo, cosiddetta per la replica in gesso di dimensioni colossali di uno dei Dioscuri di Montecavallo, la coppia di eroi che decorano la fontana di piazza del Quirinale a Roma. Il risanamento, parte del progetto riguardante l’intero museo, prevede un restauro architettonico e strutturale con consolidamento delle strutture lignee a copertura della sala e un restyling con ritinteggiatura, oltre a un nuovo impianto di illuminazione.
La sala, che racchiude un’importante antologia di dipinti del Quattro e del Cinquecento toscano tra cui la «Tebaide» di Paolo Uccello, resterà chiusa al pubblico e i dipinti alle pareti saranno disallestiti e resi fruibili in altre sale del museo, ma sarà anche valutato il loro stato di conservazione, secondo il piano gestito e coordinato dalla direttrice Cecilie Hollberg e da funzionari del museo come Eleonora Pucci, responsabile dell’Ufficio restauro.
Solo l’imponente bozzetto in terra cruda del «Ratto delle Sabine» di Giambologna, l’«Assunzione» di Pietro Perugino, datata 1500, e la pala dell’«Immacolata Concezione» di Antonio Sogliani, opere di difficile movimentazione, resteranno in loco, opportunamente protette. I lavori, sotto la supervisione dell’architetto Claudia Gerola, si protrarranno fino a luglio 2021.
Un monitor permetterà ai visitatori di seguire le fasi del cantiere. Intanto, una perfetta riproduzione del «David» di Michelangelo sarà collocata al centro del padiglione dell’Italia alla prossima Esposizione universale di Dubai che si inaugurerà il primo ottobre 2021. L’operazione, che si svolge sotto la curatela scientifica dell’Università di Firenze, impegnando scienziati, tecnici, curatori, artigiani, docenti e studenti, va dall’acquisizione digitale dei dati della statua fino alla fresatura del materiale che darà forma alla statua.
La Sala del Colosso con al centro il «Ratto delle Sabine» di Giambologna. Cortesia Galleria dell'Accademia di Firenze
Laura Lombardi
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