Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Alcuni dei resti umani trovati tra le macerie del Cerro de la Cruz

Image

Alcuni dei resti umani trovati tra le macerie del Cerro de la Cruz

Il lato oscuro della pax romana

Gli scavi del Cerro de la Cruz (Cordova) riaprono il dibattito sulla romanizzazione

Roberta Bosco

Leggi i suoi articoli

Lo studio «Vita e morte nel Cerro de la Cruz» di Fernando Quesada della Facoltà di Archeologia dell’Università autonoma di Madrid, rivela il lato oscuro della famosa pax romana. Infatti, malgrado portassero una certa stabilità e tranquillità alle regioni annesse all’Impero, i Romani non sempre si comportarono in modo pacifico.

Lo testimoniano gli scavi del Cerro de la Cruz (Cordova), una collina rocciosa triangolare vicino al fiume Almedinilla, sulle cui pendici nell’XI secolo a.C. era ubicato un villaggio iberico di circa 4,7 ettari, dei quali finora è stato scavato solo il 2,5%. Sebbene lo scavo sia ancora agli inizi, i ritrovamenti sono già sconcertanti.

Lo studio conferma che il villaggio fu distrutto e saccheggiato. Magazzini, case e strutture sono rimasti intatti sotto le macerie, dove sono stati trovati resti umani con evidenti prove di ferite da spada e amputazioni. Tra le rovine numerosi oggetti della vita quotidiana abbandonati e sotterrati sotto uno spesso strato di cenere che dimostra la violenta distruzione del villaggio.

Lo studio riapre il dibattito sulla romanizzazione: Quesada sospetta che la distruzione del Cerro de la Cruz risalga alle famose rivolte del condottiero lusitano Viriato e che il villaggio sia stato probabilmente bruciato dal generale Quinto Fabio Massimo Serviliano.

Alcuni dei resti umani trovati tra le macerie del Cerro de la Cruz

Roberta Bosco, 28 ottobre 2020 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

La Fondazione Barrié riunisce più di 300 opere che illustrano la straordinaria carriera dell’artista e imprenditore, protagonista dell’Art Nouveau e dell’Art Déco

Tra le nuove acquisizioni della Collezione Casacuberta Marsans ora visibili al pubblico anche il «Cristo in Croce» eseguito dal pittore cretese tra il 1585 e il 1590 e scoperto nel 1908 dallo storico dell’arte Manuel Bartolomé Cossío nella cappella di una nobile famiglia sivigliana

Dopo Napoli e prima di Venezia, il 28 marzo l’artista mette in atto nella capitale la sua spettacolare performance-processione, anticipata dalla mostra alla Fondazione Baruchello

Arriva al Guggenheim Bilbao la grande retrospettiva dell’artista americana con 300 opere che ripercorrono una vita creativa in tutti i suoi aspetti

Il lato oscuro della pax romana | Roberta Bosco

Il lato oscuro della pax romana | Roberta Bosco