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La Libreria Piccolomini

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La Libreria Piccolomini

I nudi in Duomo a Siena

Conclusi i restauri nella Libreria commissionata dal cardinale Piccolomini

Laura Lombardi

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Nella Libreria Piccolomini all’interno del Duomo di Siena si sono conclusi i restauri dei banconi e delle teche in legno, del portale in pietra e dell’edicola soprastante. Lo straordinario spazio venne commissionato intorno al 1492 dal cardinale Francesco Tedeschini Piccolomini, arcivescovo di Siena (poi papa Pio III), per onorare la memoria dello zio materno Enea Silvio Piccolomini (papa Pio II) e conservare il ricco patrimonio librario che il pontefice e umanista aveva raccolto.

La Libreria è interamente affescata dal Pinturicchio e dalla sua bottega (1502-07), con scene che celebrano la vita e il pontificato di Pio II alla cui ideazione collaborò anche Raffaello (che disegnò i «cartonetti» per almeno due storie). I preziosissimi codici miniati che vi sono conservati costituiscono una collezione tra le più importanti per la storia della miniatura italiana del XV secolo.

Di particolare pregio sono le pagine decorate nelle iniziali e nei margini con girali, volute, perle, motivi floreali e animali reali e fantastici da Girolamo da Cremona e Liberale da Verona, chiamati dal nord alla fine degli anni Sessanta. 

Ora quei tesori possono essere ammirati in ogni dettaglio grazie alla sostituzione dei vetri delle teche, all’applicazione di una pellicola filtrante sulle imponenti vetrate della parete di fondo e alla collaborazione della Fabbriceria dell’Opera della Metropolitana di Siena, che tutela quel patrimonio, con la Erco, specialista per l’illuminazione dell’architettura che ha già reso «più luminose» nel 2018 le tarsie del Pavimento del Duomo di Siena.

La pulitura e il restauro hanno riguardato anche il gruppo delle «Tre Grazie», collocato al centro della Libreria, copia di epoca romana da originale ellenistico, che Francesco Tedeschini acquisì a Roma dal cardinale Prospero Colonna. Un soggetto che ci rimanda ancora a Raffaello, il quale dipinse le tre fanciulle in un pannello oggi conservato al Musée Condé di Chantilly.

Per lunghi periodi il gruppo non fu esposto nella Cattedrale per via delle nudità in quanto si era perso il significato platonico del nudo come elevazione spirituale, noto, come osserva Marilena Caciorgna dell’Università di Siena, a Todeschini in quanto seguace di Marsilio Ficino. Infine, il pavimento della Libreria, realizzato dalla manifattura Ginori di Doccia nel 1839 alternando ambrogette di forma romboidale e quadrette di maiolica dipinte, è stato protetto nelle parti soggette a maggior usura.

La Libreria Piccolomini

Laura Lombardi, 21 novembre 2020 | © Riproduzione riservata

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